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…l’inverno..brina, fuoco e Grimbergen!

. …mi piace pensare di rimettere mano a questo sito nel cuore ghiacciato di dicembre..

..il tempo cambia tutto, stravolge, rivoluziona, a volte uccide e basta, altre volte ravviva fortifica e infervora…ma ci sono cose che non cambiano..e tra queste, c’è il mio amore per l’inverno! :)

In questi mesi leggo e ascolto di amici che non sopportano il freddo, si lamentano della pioggia, della brina, del ghiaccio.. Comprensibilmente, potrebbe sembrare, ma a mio parere no.

L’inverno ha in sè la forza potente e austera di ciò che finisce..un sonno, un affioevolirsi inesorabile, il dolce morire.. E’ quella morte che consente alla vita di rinascere poi a primavera.. Io percepisco una profonda poesia in questo silenzioso infinito crepuscolo. La pioggia, le brume fredde, fino al chiarore soffice e immacolato della neve, sono le magie che l’inverno compie ad ogni suo ciclo, sono la sua voce e il suo canto..

Nelle sere fredde della mia terra, quando la nebbia si stringe intorno al respiro o negli strali di terso limpido sereno, con la luna che falcia la notte, penso che più di tutte le altre l’inverno ricorda a noi miseri uomini di oggi la grandezza dei nostri avi, che in questi geli vivevano e combattevano, tenendo a bada il ghiaccio e le tenebre col vivo respiro del fuoco, senza pareti coibentate a lana di vetro o riscaldamento a pavimento sotto liscie piastrelle di maiolica.. Il mondo di oggi è così comodo, lussuoso, autocompiaciuto e saccente.. Così l’inverno diviene una scocciatura, una noia.. Occorre imbacuccarsi in impermeabili giacche a vento di piumino, accendere i termosifoni, rinchiudersi in casa.. Ehh in effetti…che grandiose difficoltà! 8)

No io…credo invece che..proprio i grandiosi silenzi dell’inverno, la dolcezza delle sue nebbie, l’insistenza delle sue piogge, abbiano in sè la forza inesorabile della Natura, nella sua accezione più aspra, ma non per questo meno bella…

Così è bello la mattina aprire il battente di legno e lasciarsi riempire gli occhi dalla luce candida delle brine che imperlano il giardino e la piccola quercia.. E’ bello la notte ascoltare il picchiare della pioggia sui vetri e sul tetto… E’ bello contemplare la neve che lentissima scivola e danza sul mondo, trasformando strade campi e piazze in arazzi di luce.. E’ bello perdersi a guardare nei vorticanti respiri della nebbia, che tanta parte ha nel carattere più antico di questa terra…

L’inverno è un momento di raccoglimento…e io lo amo per questo.. Perché mi fa apprezzare la meraviglia del tepore di un abbraccio familiare e la delicatezza delle fusa delle mie micine, grate di stare in braccio quell’istante prima di divincolarsi e scappare via… L’inverno è gemello speculare del suo grande alleato e avversario, che è il fuoco… Il fuoco che si accende nelle case, nella grotta profonda restituita ai nostri giorni dal camino…e che coi suoi tempi e i suoi gesti riporta antiche ombre e danze nelle nostre case, una celebrazione infinita della vita, le fiamme sono come volti e corpi in perpetuo movimento, anime tormentate e gioiose, occhi ardenti tra le braci…

..per tutto questo…io amo l’inverno…ne amo ogni aspetto, e proprio contemplando il fuoco, le sue architetture ardite sfaldanti e dirompenti, mi gusto una corposa Grimbergen double e penso che…..la vita è un cerchio, una tempesta, ma è amabile e sa farsi godere in infinite piccole cose…dalle fusa di una micina birichina, al sommesso respirare del fuoco, alle screziature d’ambra e granato ondeggianti in un bicchiere di birra…

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