Un gatto non si compra: è lui che vi possiede — Tom Poston

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Corrieri foresti, camorristi nani girovaghi e un piccolo genio in bicicletta.

Stefano Costa - Il LupoPremessa lampo: Elisa aspetta un pacco, chiama il corriere che le dice che passerà lunedì mattina in un momento in cui, però, non saremo a casa. “I miei abitano poco distante (stessa via, stesso cognome sul citofono), è possibile consegnare a loro il pacco?” “Certo, signora, lasci sulla cassetta delle lettere un foglietto, sul quale indica al corriere dove recapitare il pacco”.

Messaggio e contromessaggioBello. Saggio. Detto. Fatto.

Nel pomeriggio rientro a casa, Elisa è ancora fuori, trovo la cassetta delle lettere istoriata e mi viene  da sorridere… chiamo i genitori di Elisa e scopro che il corriere non è mai passato da loro. Per forza, è venuto da noi, non ha trovato nessuno e se ne è andato.

Ora, non mi pare che il messaggio fosse poco chiaro. Ho pensato una serie di possibili scenari: il corriere è un foresto, viene dalle terre di Cimmeria e parla l’orchesco, l’abissale e un poco di sottocomune. Si ferma solo dove il navigatore (si chiama Zio TomTom, è senegalese e parla a colpi di frusta) gli intima “qui!” e consegna il plico: chi c’è, c’è. Oppure il corriere non esiste, è un bambino che gira in bicicletta senza alcun pacco, applicando solo foglietti di mancata consegna (“tanto poi vengono a prenderselo”). In alternativa… mmmm… presumo che possa aver immaginato che un’organizzazione di camorristi girovaghi nani e giocolieri sfrutti una postazione mobile cui reindirizza, con artifici e raggiri, la consegna dei pacchi. Dopo il ritiro del plico la villetta fuffa viene sgonfiata e riposizionata altrove.

Ok, giusto il tempo di placare l’entusiasmo della fauna domestica per il rientro a casa di papà e telefono al corriere. La chiusura della storia è in perfetta sintonia con le premesse.

<io>“Buona sera. La chiamo per una consegna che doveva essere effettuata questa mattina. Siccome non eravamo a casa ci avete detto di mettere un foglietto sulla cassetta delle lettere dove indicavamo un recapito alternativo. Per la precisione quello dei genitori del destinatario che abitano poco più avanti. Il corriere è passato, ha lasciato il foglietto di mancata consegna e se ne è andato!
<voce scocciata> “E vabbè, ma se voi non dite dove deve andare, come fa?”.
<io>”Grazie, vengo a ritirarlo io alla vostra sede” (che dista solo 35 chilometri).

Il bambino in bicicletta ha vinto ancora.

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