Articoli marcati con tag ‘Spot’
Traffico illimitato con presunzione di abuso: quel limite che non c’è, anzi sì
Autostrade Spa. Con Autostrade Spa viaggi senza limiti di velocità.
L’offerta è soggetta alle condizioni di uso equo del servizio.
Autostrade si riserva il diritto di effettuare verifiche, mediante Apparati Tutor, sulla velocità dei veicoli e, qualora riscontri comportamenti anomali (il superamento ripetuto della soglia di 130 Km/h è una presunzione di abuso) si riserva di far applicare le sanzioni previste dal vigente codice della strada.
Come? Chi è che ride laggiù? Sto scherzando? Ma certo che sto scherzando… Adesso, però, non scherzo più:
Internet senza limiti. Vodafone Internet Key Inclusa, con traffico internet nazionale illimitato.
L’offerta include traffico internet illimitato effettuato dall’italia ed è soggetta alle condizioni per l’uso equo del servizio.
(omissis) Vodafone si riserva il diritto di effettuare verifiche sull’utilizzo dello stesso (servizio, n.d.r.) e, qualori riscontri comportamenti anomali (il superamento ripetuto della soglia di 15 GB di traffico mensile è una presunzione di abuso) si riserva il diritto di sospenderne in tutto o in parte l’erogazione o di addebitare il traffico in eccedenza al costo di 0,015 cent/KB.
(fonte: depliant Vodafone Partita Iva – Liberi Professionisti. Pagina 3 e 7)
Sono dei geni !!!!! Hanno inventato il traffico illimitato con presunzione di abuso.
Insomma, una volta esisteva la connessione internet mobile “una tantum“, o Flat: pagavi quello che c’era da pagare e stavi connesso in saecula saeculorum.
Poi qualcuno si è accorto che era troppo bello e figo ed è stata pompata la soluzione “a pacchetto”: paghi la tua bella sommetta, ed ottieni un tot di ore o un tot di giga mensili/a rinnovo
Ed ecco la genialata!!! Il traffico illimitato con presuzione di abuso. E già che ci siamo ci mettiamo anche la frasetta “uso equo del servizio” che fa tanto sociale.
Ma non sarebbe stato molto più trasparente scrivere:
15 giga mensili di traffico compresi
prevedendo, se proprio si voleva fare un figurone, la possibilità di sforare saltuariamente da tale limite senza incorrere in penalità ???
Come faccio io, cittadino, a leggere un depliant senza essere terrorizzato di incappare in un trappolone? Dovrò per sempre destreggiarmi tra i righini delle note a piè di pagina? Personalmente, la mia risposta è sì, ma forse non sono troppo rappresentativo, e probabilmente chi legge “con traffico nazionale illimitato” si limita ad essere contento ed aspettarsi esattamente ciò che ha letto: traffico nazionale illimitato.
(oh, un inciso, superare la velocità di 130 Km/h non è una presunzione di comportamento contrario al codice della strada: è un fatto oggettivo…. superare 15 giga di traffico mensile resta una presunzione).
Il Mutuo Ricorsivo (come precipitare dalla cresta dell’onda)
“Sei sulla cresta dell’onda!” dice lo slogan di questa pubblicità di cui vi propongo e propino l’estratto della parte più succosa (come l’estratto di carne Liebig, per capirci)… Quando vedo inserzioni pubblicitarie come questa, mi viene un brivido d’orrore. Ovviamente non entro nel merito tecnico del prestito che viene proposto – per quanto mi riguarda potrebbe essere anche il migliore ed il più conveniente del mondo – ma della sottile politica che sta alle sue spalle, al messaggio con cui viene presentato. Insomma, con questo prestito “sei sulla cresta dell’onda”… bella frase… probabilmente se avessero scritto “sei il più figo della contea” o “sui maccheroni preferisci il sugo alla bolognese” avrebbe avuto esattamente lo stesso valore semantico.
Se però leggiamo tra le righe (mica tanto “tra”: è tutto piuttosto lapalissiano) possiamo tranquillamente sbiancare.
Ok, ho restrutturato la casa, è una bella mazzata, e me la porterò dietro per parecchio tempo. Anche il matrimonio del figliolo è un bel problema, senza dubbio potrebbe costituire un impegno economico da spalmare nel tempo.
Da qui in poi comincia la follia…
Rata del prestito auto: va bene, ho comprato un’auto a rate, se tutto va bene ho un mutuo per tre o quattro anni, cinque se ero veramente in un momentaccio (restrutturazione + matrimonio del figlio = momentaccio, o no?). Ma cavolo! Che faccio, spalmo gli ultimi, diciamo, due anni di rate su un nuovo mutuo decennale (120 mesi, siore e siori, 120 mesi!)? Ma che sono, un pirla? Così al termine della vita utile della mia auto (diciamo 5/6 anni ad auto), al termine della vita utile della successiva e probabilmente nel corso della vita della mia terza automobile starò ancora pagando la prima???
Rata carta di credito: geniale !!! Compro con la carta di credito, che già di per se permette un pagamento posticipato, nella migliore delle ipotesi, di 45 giorni, e non contento saldo le spese a rate. Quindi cosa mi proponi? Di fare le rate sulle rate! Compra oggi, paga dopodomani, a rate, e rateizza le rate! Sublime! Chissà perchè mi ricorda qualcosa… mmmm…. mmmmm…. il crack economico? naaaaaaaa.
Vacanze: Vacanze? Vacanze??? Ma brutto idiota! Hai la casa restrutturata, stai pagando la rata dell’auto, ti si sposa il figlio, sei costretto a comprare a rate, con carta di credito , pure la spesa (magari convinto di aver risparmiato perchè sei andato al Piccol, senza pensare che tra interessi sugli interessi degli interessi facevi prima ad andare a pescartelo da solo il merluzzo-in-offertona-specialissima) e vorresti anche andare in vacanza? Ma allora (parafrasando il Prof. Stefano Tommaselli) “muori, preda, ma prima vai a vaff…”
Insomma, io credo che la tragedia sia questa! Ci sono molti bravi Cristi che si fanno un mazzo tanto per non riuscire – comunque - ad arrivare a fine mese, e per i quali un prestito a rata decennale può essere veramente una soluzione, anche se impegnativa e magari, consapevolmente, ma inevitabilmente, sconveniente.
Ma ci sono orde di pirla che “devono” restrutturare la casa e cambiare la macchia e pagare a rate (perchè conviene) le spese effettuate con carta di credito e sistemare il figlio e andare in vacanza. Ed è anche grazie a questi signori che le società di Repo (quei simpatici energumeni che, come si può vedere in tanti telefilm americani, si vengono a portare via quello che non hai pagato) lavorano a ritmo serrato.
Mi ricordo ancora, lo scorso Natale, uno spot che recitava più o meno “quest’anno regalati un mutuo“. Da allora, per come è andato il mondo, mi sembra che il messaggio sia stato preso letteralmente alla lettera, e che la gente se ne sia regalati fin troppi, di mutui.
Quindi, o perfetto sciagurato, continua a fare il mutuo sul mutuo del mutuo, e con il mutuo paga il mutuo. E se farai un bel prestito centennale potrai anche portare la nonna su Marte e avere il tuo pezzetto extra-large della Vera Croce.
Vivi sulla cresta dell’onda!!!!
O no…
Venghino siori, venghino, danari per tutti!
E’ vero, la storia non insegna nulla, i drammi non insegnano nulla.
Tutti si disperano, gridano alla tragedia, e poi sfogli qualche giornale e ritrovi le stesse mostruosità che, per qualche timido momento, si erano eclissate in un’ombra di vergognoso pudore.
Quindi, siorre e siorri, sotto con i mutui! Siete dei criminali, dei predoni dei sette mari? Meglio! Anzi, se avete veleggiato con il pirata Barbarossa portate le vostre referenze della Gilda dei Bucanieri assieme alla vostra ultima busta paga e, se proprio non ne avete mai avuta una, non potremo che concedervi senza indugio il vostro prestito, e che cavolo!
Noi il denaro lo diamo con gioia, e meno avrete dimostrato di meritarvelo, più saremo felici di fornirvelo, perchè la vostra maison e la nostra mission (oh, mica siamo .eu per caso, eh).
Per approfondimenti, vi invito a questa amena e festosa lettura da comodino: i mutui subprime
Ovviamente non occorre dire che l’estratto di pubblicità che vi propongo non è di mesi o anni fa, ma è tratto da un giornale free press del 15 giugno 2009.
Wind, Architetti, Geometri e l’orgoglio ferito
Recentemente ho visto passare alcuni spot della Wind che hanno per protagonisti i bravissimi Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dopo aver notato qualcosa che non mi tornava, nella parte finale dello spot, ho fatto qualche giro su internet ed ho constatato che esistono ben due versioni della stessa pubblicità / sketch, in mezzo alle quali si pone l‘ira dei Geometri!
Insomma, il video originale, che si trova senza problemi su YouTube e che è andato per giorni in onda su tutte le televisioni, differisce dalla nuova versione per alcune battute, in chiusura:
“Dica all’architetto di scendere”
“Ma quale architetto è geometra”
Versione “bonificata”:
“Altro che architetto, se non ha finito nemmeno la scuola materna!”
Ora, mi domando, ma veramente l’Ordine dei Geometri si è sentito offeso, colpito, vituperato, vilipeso, sminuto da questo spot?
Evidentemente sì, tuttavia mi domando se veramente era il caso di offendersi.
Insomma, stiamo parlando di tre comici, famosi per i loro “corti” spesso giocati sul nonsense, che fanno una battuta in un contesto palesemente scanzonato!
E poi, a questo punto, vorrei pensare che qualche persona che non ha avuto la possibilità di studiare, possa sentirsi – altrettanto giustamente – molto offesa! “Ah, non ho finito nemmeno la scuola materna e quindi sono un incapace ?!?!” E mo’ ti faccio una petizione perchè mi offendi”
Proprio in quello “scuola materna” vedo la cautela dei pubblicitari, la paura nel camminare sulle uova, la ricerca di una casistica talmente estrema (“nemmeno la scuola materna”) da non rischiare troppo. E poi, diciamola tutta, se non hanno finito la nemmeno la scuola materna, sono sicuramente talmente bestie, che non sanno neppure cosa sia una petizione, no?
Mah, se volessimo giocare con i dati, sarebbe opinabile anche questa strategia (sempre che sia questa la strategia che hanno seguito, ovviamente).
L’Istat (“100 statistiche per il Paese, indicatori per conoscere e valutare“) ci ricorda che:
In Italia nel 2007 il 48,2 per cento della popolazione in età 25-64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato solo la licenza di scuola media inferiore.
Credo che sia stato un errore sfuggire alle ire di una categoria, abbassando il tiro, perchè ci si è esposti al rischio di sparare sulla folla.
Quando si fanno delle battute che coinvolgono un gruppo di persone, o un singolo, è sempre facile – direi pure inevitabile -urtare la suscettibilità di alcuni.
Ci sono persone, come Francesco Totti, che consapevole di un’immagine che difficilmente si sarebbe potuto togliere di dosso, l’ha (glie l’hanno) trasformata genialmente in un punto di forza, creandoci sopra un personaggio ancor più simpatico, positivo, e guadagnandoci – se possibile – anche qualche soldino.
Ci sono gruppi, come i Carabinieri, che dopo una vita di feroci barzellette, hanno fatto un’opera ciclopica di gestione dell’immagine, e con sforzi colossali hanno restituito all’Arma un prestigio ed una fama, presso il grande pubblico, addirittura impensabile fino a non moltissimi anni fa. Oggi Carabiniere non è più una barzelletta, oggi è solo prestigio.
E, infine, ci sono gruppi che fanno petizioni, che censurano spot. Non so se sia stata un idea saggia… Se proprio si doveva far cambiare quella pubblicità, avrei giocato meglio le mie carte… De guistibus…
Ipse Dixit (ho letto i test dell’Università Sapienza)

Come ricercatore sono attento alle innovazioni.
Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno. Ma c’è una grande invenzione! Un deododante da — che si attiva e si riattiva, così è più efficace.
E’ il nuovo — —. Un deodorante innovativo. I test de La Sapienza lo dimostrano.
Una volta, quando eravamo tutti ignoranti, andava di moda un motto: “Lo Ha Detto La Televisione”.
Era la versione moderna dell’Ipse Dixit aristotelico, la frase che doveva zittire ogni commento, fugare ogni dubbio, dipanare ogni perplessità. “Lo ha detto la televisione”, quindi è giusto, vero, santo, infallibile come il Pontefice.
Questo valeva nella Prima Repubblica, probabilmente si è rafforzato durante la Seconda, ma ha cominciato a traballare nella Terza. Durante la Terza Repubblica, infatti, colui che dixit si chiama Giantrippo o Michaela (leggi: Mika-ela), probabilmente non ha neppure un cognome (e comunque nessuno lo conosce), e frequenta Grandi cugini, Atolli, Lagune, Accademie-delle-prossime-grandi-promesse-del-CantoBallo, and so on.
Giantrillo o Micascema sono, semplificando in estrema sintesi, delle Bestie Immonde (© Paolo Sinigaglia), che nemmeno satanasso in persona accetterebbe di portarsi all’inferno.
Ok, accetto che probabilmente tirano su milioni di spettatori (particolare non trascurabile, mi suggeriscono), cosa che rende molto felici i tycoon della macchina pubblicitaria, però apparirebbe chiaro anche ad un lucertola perlinata del Guatemala che Gianigigio e Mircolena non potrebbero mai fare da testimonial a quel particolare tipo di prodotto, che appartiene alla categoria dei “Super Prodotti Utilissimi e Troppo Innovativi”. Insomma. Finchè c’è da mostrare porzioni anatomiche a mo’ di manzi ,vanno benissimo, ma per gli SPUTI occorrono testimonial assolutamente di prim’ordine.
Così, quatti quatti, lippi lippi, sprofondiamo nelle tristissime acque del testimonialone universitario.
Ora, io voglio benissimo alle Università (anche se la “mia” mi pappa 1700 euri annui di sola retta, ‘tacci sua), so che navigano in pesserrime (superlativo assoluto di pessimo) acque, so che venderebbero l’anima ad Azathoth (e molte lo hanno fatto) per poter raggranellare qualche soldino per la ricerca… ma che sofferenza quando finiscono vittime della macchinona pubblicitaria in un modo così mortificante.
Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno.
Oh, santissimo quanlunque santo Dio! Ma sono un milione di anni che le cose vanno così! Qualunque boscimano si sia passato una foglia di menta sotto un’ascella avrà capito che, prima o poi, o lavi l’ascella o cambi la foglia!!!
Ma che diamine! Perchè, a questo punto, io, studente della Sapienza, mi domando: “ma sti cavolo di 1500-2000 e rotti euro all’anno che pago, per che cosa li spendono? Per stabilire che l’effetto del deodorante prima o poi scompare?” Ma occorre un professore-ricercatore che legge (che scelta di verbo infelice) una ricerca universitaria per capire che l’effetto del deodorante potrebbe perdere di efficacia? Potrebbe? A questo punto esigo che, come sui pacchetti di sigarette, sia scritto a caratteri enormi “Attenzione, profuma le ascelle ma potrebbe perdere di efficacia quando meno te lo aspetti“. Perchè altrimenti mi incavolo mica poco! Ma come, sono al cinema con quel gran pezzo dell’Ubalda, la cingo con il braccio ed il deodorante cosa fa? Cessa a tradimento??? Ma io non lo avrei mai immaginato! Meno male che c’è la ricerca universitaria a salvarmi dalle pessime figure!!!
E meno male che c’è il Professore di turno che …
Come ricercatore sono attento alle innovazioni.
Io, che ricercatore non sono, e che le innovazioni le apprendo solo quando qualcuno legge per me i test de La Sapienza, vado ancora avanti con la stessa foglia di basilico (sono ligure, al limite uso l’eucalipto, ma è un po’ rigida) dal ‘94.
Spero, almeno, che l’Ateneo coinvolto abbia guadagnato un bel po’ di soldini, e che li abbia spesi per finanziare qualche cosa di più… … di più… … di più!

