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Articoli marcati con tag ‘Reporter’

Il Mutuo Ricorsivo (come precipitare dalla cresta dell’onda)

Stefano Costa - Il LupoSei sulla cresta dell’onda!” dice lo slogan di questa pubblicità di cui vi propongo e propino l’estratto della parte più succosa (come l’estratto di carne Liebig, per capirci)…  Quando vedo inserzioni pubblicitarie come questa, mi viene un brivido d’orrore. Ovviamente non entro nel merito tecnico del prestito che viene proposto – per quanto mi riguarda potrebbe essere anche il migliore ed il più conveniente del mondo – ma della sottile politica che sta alle sue spalle, al messaggio con cui viene presentato. Insomma, con questo prestito “sei sulla cresta dell’onda”… bella frase… probabilmente se avessero scritto “sei il più figo della contea” o “sui maccheroni preferisci il sugo alla bolognese” avrebbe avuto esattamente lo stesso valore semantico.

Proposta prestitoSe però leggiamo tra le righe (mica tanto “tra”: è tutto piuttosto lapalissiano) possiamo tranquillamente sbiancare.

Ok, ho restrutturato la casa, è una bella mazzata, e me la porterò dietro per parecchio tempo. Anche il matrimonio del figliolo è un bel problema, senza dubbio potrebbe costituire un impegno economico da spalmare nel tempo.

Da qui in poi comincia la follia…

Rata del prestito auto: va bene, ho comprato un’auto a rate, se tutto va bene ho un mutuo per tre o quattro anni, cinque se ero veramente in un momentaccio (restrutturazione + matrimonio del figlio = momentaccio, o no?). Ma cavolo! Che faccio, spalmo gli ultimi, diciamo, due anni di rate su un nuovo mutuo decennale (120 mesi, siore e siori, 120 mesi!)? Ma che sono, un pirla? Così al termine della vita utile della mia auto (diciamo 5/6 anni ad auto), al termine della vita utile della successiva e probabilmente nel corso della vita della mia terza automobile starò ancora pagando la prima???

Rata carta di credito: geniale !!! Compro con la carta di credito, che già di per se permette un pagamento posticipato, nella migliore delle ipotesi, di 45 giorni, e non contento saldo le spese a rate. Quindi cosa mi proponi? Di fare le rate sulle rate! Compra oggi, paga dopodomani, a rate, e rateizza le rate! Sublime! Chissà perchè mi ricorda qualcosa… mmmm…. mmmmm…. il crack economico? naaaaaaaa.

Vacanze: Vacanze? Vacanze??? Ma brutto idiota! Hai la casa restrutturata, stai pagando la rata dell’auto, ti si sposa il figlio, sei costretto a comprare a rate, con carta di credito , pure la spesa (magari convinto di aver risparmiato perchè sei andato al Piccol, senza pensare che tra interessi sugli interessi degli interessi facevi prima ad andare a pescartelo da solo il merluzzo-in-offertona-specialissima) e vorresti anche andare in vacanza? Ma allora (parafrasando il Prof. Stefano Tommaselli) “muori, preda, ma prima vai a vaff…

Tu casa es mi casaInsomma, io credo che la tragedia sia questa! Ci sono molti bravi Cristi che si fanno un mazzo tanto per non riuscire – comunque -  ad arrivare a fine mese,  e per i quali un prestito a rata decennale può essere veramente una soluzione, anche se impegnativa e magari, consapevolmente, ma inevitabilmente, sconveniente.

Ma ci sono orde di pirla che “devono” restrutturare la casa e cambiare la macchia e pagare a rate (perchè conviene) le spese effettuate con carta di credito e sistemare il figlio e andare in vacanza. Ed è anche grazie a questi signori che le società di Repo (quei simpatici energumeni che, come si può vedere in tanti telefilm americani, si vengono a portare via quello che non hai pagato) lavorano a ritmo serrato.

Mi ricordo ancora, lo scorso Natale, uno spot che recitava più o meno “quest’anno regalati un mutuo“.  Da allora, per come è andato il mondo, mi sembra che il messaggio sia stato preso letteralmente alla lettera, e che la gente se ne sia regalati fin troppi, di mutui.

Quindi, o perfetto sciagurato, continua a fare il mutuo sul mutuo del mutuo, e con il mutuo paga il mutuo. E se farai un bel prestito centennale potrai anche portare la nonna su Marte e avere il tuo pezzetto extra-large della Vera Croce.

Vivi sulla cresta dell’onda!!!!

O no…

Venghino siori, venghino, danari per tutti!

Stefano Costa - Il LupoE’ vero, la storia non insegna nulla, i drammi non insegnano nulla.Un solido pagatore

Tutti si disperano, gridano alla tragedia, e poi sfogli qualche giornale e ritrovi le stesse mostruosità che, per qualche timido momento, si erano eclissate in un’ombra di vergognoso pudore.

Quindi, siorre e siorri, sotto con i mutui! Siete dei criminali, dei predoni dei sette mari? Meglio! Anzi, se avete veleggiato con il pirata Barbarossa portate le vostre referenze della Gilda dei Bucanieri assieme alla vostra ultima busta paga e, se proprio non ne avete mai avuta una, non potremo che concedervi senza indugio il vostro prestito, e che cavolo!

Un irresistibile prestitoNoi il denaro lo diamo con gioia, e meno avrete dimostrato di meritarvelo, più saremo felici di fornirvelo, perchè la vostra maison e la nostra mission (oh, mica siamo .eu per caso, eh).

Per approfondimenti, vi invito a questa amena e festosa lettura da comodino: i mutui subprime

Ovviamente non occorre dire che l’estratto di pubblicità che vi propongo non è di mesi o anni fa, ma è tratto da un giornale free press del 15 giugno 2009.

Wind, Architetti, Geometri e l’orgoglio ferito

Stefano Costa - Il LupoRecentemente ho visto passare alcuni spot della Wind che hanno per protagonisti i bravissimi Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dopo aver notato qualcosa che non mi tornava, nella parte finale dello spot, ho fatto qualche giro su internet ed ho constatato che esistono ben due versioni della stessa pubblicità / sketch, in mezzo alle quali si pone l‘ira dei Geometri!

Insomma, il video originale, che si trova senza problemi su YouTube e che è andato per giorni in onda su tutte le televisioni, differisce dalla nuova versione per alcune battute, in chiusura:

Aldo Giovanni e Giacomo per WindVersione originale:

“Dica all’architetto di scendere”
“Ma quale architetto è geometra”

Versione “bonificata”:

“Altro che architetto, se non ha finito nemmeno la scuola materna!”

Ora, mi domando, ma veramente l’Ordine dei Geometri si è sentito offeso, colpito, vituperato, vilipeso, sminuto da questo spot?
Evidentemente sì, tuttavia mi domando se veramente era il caso di offendersi.
Insomma, stiamo parlando di tre comici, famosi per i loro “corti” spesso giocati sul nonsense, che fanno una battuta in un contesto palesemente scanzonato!

E poi, a questo punto, vorrei pensare che qualche persona che non ha avuto la possibilità di studiare, possa sentirsi – altrettanto giustamente – molto offesa! “Ah, non ho finito nemmeno la scuola materna e quindi sono un incapace ?!?!” E mo’ ti faccio una petizione perchè mi offendi”

Proprio in quello “scuola materna” vedo la cautela dei pubblicitari, la paura nel camminare sulle uova, la ricerca di una casistica talmente estrema (“nemmeno la scuola materna”) da non rischiare troppo. E poi, diciamola tutta, se non hanno finito la nemmeno la scuola materna, sono sicuramente talmente bestie, che non sanno neppure cosa sia una petizione, no?

Mah, se volessimo giocare con i dati, sarebbe opinabile anche questa strategia (sempre che sia questa la strategia che hanno seguito, ovviamente).
L’Istat (“100 statistiche per il Paese, indicatori per conoscere e valutare“) ci ricorda che:

In Italia nel 2007 il 48,2 per cento della popolazione in età 25-64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato solo la licenza di scuola media inferiore.

Le barzellette su Francesco TottiCredo che sia stato un errore sfuggire alle ire di una categoria, abbassando il tiro, perchè ci si è esposti al rischio di sparare sulla folla.
Quando si fanno delle battute che coinvolgono un gruppo di persone, o un singolo, è sempre facile – direi pure inevitabile -urtare la suscettibilità di alcuni.

Ci sono persone, come Francesco Totti, che consapevole di un’immagine che difficilmente si sarebbe potuto togliere di dosso, l’ha (glie l’hanno) trasformata genialmente in un punto di forza, creandoci sopra un personaggio ancor più simpatico, positivo, e guadagnandoci – se possibile – anche qualche soldino.

Ci sono gruppi, come i Carabinieri, che dopo una vita di feroci barzellette, hanno fatto un’opera ciclopica di gestione dell’immagine, e con sforzi colossali hanno restituito all’Arma un prestigio ed una fama, presso il grande pubblico, addirittura impensabile fino a non moltissimi anni fa. Oggi Carabiniere non è più una barzelletta, oggi è solo prestigio.

E, infine, ci sono gruppi che fanno petizioni, che censurano spot. Non so se sia stata un idea saggia… Se proprio si doveva far cambiare quella pubblicità, avrei giocato meglio le mie carte… De guistibus…

Alla fiera del Nord Est…

Stefano Costa - Il LupoInsomma, passa oggi, passa domani e arriva la Grande Fiera Campionaria di Padova

Ammetto che quest’anno sono stato per molto tempo sul “ci vado – non ci vado”… il punto è che più passa il tempo meno riesco a trovare una fiera, sagra, festa, che mi sappia offrire qualcosa di nuovo, qualcosa di sorprendente, qualcosa che mi faccia sentire arricchito! Insomma, una cosa che odio è andare alla classica festa medievale e trovare la bancarella che vende il pela-patate a dinamo, lo scopettone multi funzionale polivalente ed il cagnolino che fa sìsìsì o nonono con la testa. La campionaria di Padova non è e non vuole essere questo, siamo d’accordo, però percepisco comunque nell’aria un sentore di ripetitività e staticità, magari mi sbaglio, però mi allarma.

Stand del ristorante ArgentinoSiccome, per lunghi e tediosissimi motivi,  mi sento piuttosto legato alla  Campionaria, ho sempre un po’ paura ad andarci, se non altro per il timore di rimanerci deluso.
Così, da bravi figlioli, in un anonimo lunedì sera, ci siamo armati di santa pazienza e siamo andati a vedere (senza troppo impegno, nè illusioni) quello che passava il convento.

Alla fine, come potevo immaginare, abbiamo trovato lo scopo principe della visita nello stand/ristorante argentino che, per un prezzo che ci è sembrato decisamente alto, ci ha proposto delle pietanze (Paella e Grigliata) estremamente buone. In particolare la carne era degna di un prestito agevolato con cessione del quinto dello stipendio.

Ludovica delle U.B.'DollsSu’, su’, non voglio fare il criticone… del resto siamo andati all’avventura, no?
Secondo me, si può tranquillamente affermare che, per Il Corvo e il Lupo, anche quest’anno la fiera se l’è cavata (e questo illuminato giudizio farà sospirare di sollievo molti degli organizzatori). In particolare grazie agli Argentini, che ci hanno catturato per lo stomaco, all’immenso e spettacolare cellulare della Polizia Penitenziaria, che ha letteralmente affascinato Elisa (quindi so già quale sarà il suo prossimo veicolo…), ai soliti lodevolissimi stand gastronomici (ehi, giovini del nord, prendete esempio dai ragazzi del sud! era un monopolio di mozzarelle, taralli, olive, cannoli e babbà!) ed alle U. B.’ Dolls che hanno suonato tanta sanissima musica (sono brave, le ragazze !!!).

Vedremo il prossimo anno, magari rendendo onore all’evento e – sobbarcandomi ore di code e crescente rabbia omicida – andandoci durante il week-end, quando gli eventi collaterali si sprecano.

Più avanti (ottobre è lontano) vorrò raccontarvi della Festa della Zucca di Venzone… tenetevi pronti, perchè rappresenta ciò che per me è la quintessenza di una festa /sagra fatta veramente bene. Ce ne sarà da scivere, allora… Stay tuned !

Piacere Montagnana! E quanto piacere

Il Lupo - 90pxIl giorno dopo “Piacere Montagna”. Ely (Il Corvo) ed io ci siamo… come si dice da queste parti….  assassinà ?

Insomma, io ho un “ruolo” di degustatore ONAS che mi obbligava, moralmente e “professionalmente” a non fare torti a nessuno degli espositori… e siccome una degustazione tira l’altra e non si può tornare a casa senza aver fatto una scorta… diciamo che abbiamo dato sfogo a tutti i sensi!

Piacere Montagnana - festa del Prosciutto Veneto Berico Euganeo - alcuni avventori pronti ad avventarsiE’ stata proprio una bella uscita, e devo dire che ci voleva proprio visto che una montagna (no, non montagnana, solo montagna) di giorni di immobilità forzata mi stavano distruggendo sia moralmente che fisicamente. Appurato che il sole non mi disintegrava e che l’aria del “mondo là fuori” era ancora respirabile, ci siamo fatti volentieri questa gita fuori porta, sobbarcandoci anche qualche disagio alla viabilità che ci ha fatto provare qualche strada nuova (dovrei dire “mi”, perchè Elisa, per lavoro, gira come una trottola e conosce strade impossibili, nel senso che alcune non sarebbe possibile frequentarle con l’automobile, ma lei lo fa lo stesso).

Montagnana era sempre la solita stupenda indescrivibile città murata che tutti nella vita dovrebbero vedere almeno una volta. Piacere Montagnana - degustazioni pronteAl parcheggio (e devo dire che non c’è stato assolutamente nessun problema a trovarne uno: l’organizzazione “alla veneta maniera” non lascia mai nulla al caso) mi sono anche tolto la soddisfazione di incontrare un ragazzo impegnato nel Palio di settembre (e ci torneremo, senza dubbio, a tempo debito) che mi ha confermato come anche lui, da cultore di Photoshop, abbia da dannarsi con la selva di antenne, parabole, cavi ed ammenicoli che deturpano il meraviglioso profilo delle mura medievali. Quasi quasi butto giù due righe per la pro-loco…

La scelta di andare Sabato forse non è stata la più indicata, molti degli spazi espositivi non esponevano altro che veicoli parcheggiati e cartelli che dicevano “sosta vietata, domenica 17 maggio”. Il grande tendone bianco per le degustazioni, quindi, spiccava un pochino solitario nella meravigliosa Piazza Vittorio Emanuele.

Piacere Montagnana - Festa del Prosciutto Veneto Berico Euganeo - pronti alla degustazioneAll’interno del tendone la splendida battigia di candidi piatti pronti, su cui si infrangevano onde di prosciutto, da un lato, ed una spiaggia di commensali, dall’altro. Se avessi ascoltato attentamente avrei potuto sentire le trombe degli arcangeli come nel giorno del giudizio… peccato che ero intento a difendere la posizione al chiosco della cassa. 8^)

Alla fine abbiamo trovato posto in una delle ampie tavolate ed abbiamo potuto dedicarci dapprima alla degustazione, quindi al pasteggio, ed alla fine all’abboffata.

Ad ogni buon conto è stata veramente un’ottima esperienza, che ci ha dato la possibilità di accedere ad una selezione (mannaggia, se gli espositori volevano fare la gara a chi faceva la figura migliore, si sono dati proprio un’incredibile battaglia !!!) che ci ha estasiato. Ora occorreranno alcuni giorni per riprendersi, ma ne valeva la pena.

Etnocentrismo musicale e Lacuna Coil

Il Lupo - 90pxMentre aspettavo allegramente che i dischi X e Z sincronizzassero alcune centinaia di giga di archivi fotografici, ho passato un po’ di tempo a fare proposte oscene a Google. Il gioco consisteva, questa volta, nel vedere, attraverso il numero di ricorrenze su Google, quanto (e quali) sono conosciuti gli artisti italiani all’estero. Il tutto nasceva da una sì vecchia discussione con la mi mamma, sul chi fossero gli artisti rappresentativi, all’estero, oggi, del nostro paese.
Siccome volevo avere le idee un po’ chiare, ma non volevo lanciarmi in un’attività rigorosamente scientifica (perchè i giga saranno anche tanti, ma in firewire scorrono…) ho considerato un paniere caratterizzato da questi elementi:

  • gcitdoveva trattarsi di artisti i cui nomi non potessero creare equivoci in fase di ricerca. In questo modo sono rimasti esclusi grossi calibri come  Zucchero o Elisa, ma sarebbe stato troppo lungo sviluppare delle policy di controllo;
  • dovevano essere scelti tra nomi storicamente noti o nuove proposte, in voga, del momento . Per far questo ho attinto da qualche top chart ed ho sfruttato,  in buona misura, la lista degli artisti che ha cantato per il terremoto in Abruzzo che, in linea di massima, mi sembrava potenzialmente significativa per la mia piccola indagine.

Alla fine ho individuato 22 artisti, 24 se consideriamo anche i Pooh (depurati da alcuni milioni di risultati riguardanti il  membro più famoso della band, “Winnie the Pooh”, e comunque calcolati solo per l’Italia, perchè “pooh” è una parola in ogni caso troppo generica all’estero) e Boccelli, che ho provato a cercare sia come Boccelli sia come “Andrea Boccelli”, per curiosità) ed ho sottoposto le query (13.05) a Google, nel formato vigolettatto (“Nome Artista”) considerando separatamente le pagine provenienti dall’Italia e quelle indicizzate da tutto il Web.
gcwebInsomma, un gioco, lo ribadisco, ma un gioco che ha riservato qualche sorpresa.

Nella Google Chart delle pagine provenienti dall’Italia non si nota nulla di particolarmente significativo: tutti si spartiscono le loro fette di gloria in modo compito ed ordinato. La Pausini, Vasco, Tiziano Ferro… niente di nuovo sotto il sole.

Le sorprese sono emerse quando ho valutato le ricorrenze totali su Google, calcolate indipendentemente dal paese (sarebbe più corretto dire dominio) di provenienza. Penso che appaia evidente la mostruosa quantità di ricorrenze che totalizzano i Lacuna Coil (che sono,  invece, molto in basso nella “classifica” italiana), mentre gli altri nomi tendono a riconfermarsi in posizioni, in linea di massima, consolidate.

Questo fatto (avere, cioè, molte pagine censite sia nella “classifica totale” che in quella nazionale) non va considerato, tuttavia, come un punto di pregio, per un artista italiano che voglia essere conosciuto anche all’estero, e questo semplicemente perchè se “hai” un sacco di pagine su internet, ma poi salta fuori che quelle pagine provengono in larga misura dal tuo paese di origine, significa che sarai sì un ottimo artista, amatissimo in Italia, ma che al di fuori di questo isolotto da 60 milioni di abitanti… beh… insomma…

Alla fine, la classifica delle pagine straniere (o differenza tra le pagine web totali e quelle taggate come italiane… ok, ok, è una definizione comunque poco tecnica), ci mostra quanto spesso i nostri giudizi siano inevitabilmente etnocentrici, e quanto ci lasciamo influenzare da ciò che vediamo nella nostra piccola realtà o che deduciamo dal sentito dire. Naturalmente non faccio considerazioni su altri dati oggettivi (dischi venduti ecc.), mi accontento di scoprire che i Lacuna Coil (e voglio vedere quanti mi saprebbero citare anche un solo titolo di canzone o album scritto da questo gruppo milanese) hanno un feedback internet extranazionale superiore ad alcuni mostri sacri della canzone italiana.
Ecco quindi la classifica completa (ricordo che Differenza = Pagine Web Totali – Pagine Web Nazionali)

googlechartestero

Ipse Dixit (ho letto i test dell’Università Sapienza)

Il Lupo - 90px

Come ricercatore sono attento alle innovazioni.
Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno. Ma c’è una grande invenzione! Un deododante da —  che si attiva e si riattiva, così è più efficace.
E’ il nuovo — —. Un deodorante innovativo. I test de La Sapienza lo dimostrano.

Una volta, quando eravamo tutti ignoranti, andava di moda un motto: “Lo Ha Detto La Televisione”.

Era la versione moderna dell’Ipse Dixit aristotelico, la frase che doveva zittire ogni commento, fugare ogni dubbio, dipanare ogni perplessità. “Lo ha detto la televisione”, quindi è giusto, vero, santo, infallibile come il Pontefice.
Questo valeva nella Prima Repubblica, probabilmente si è rafforzato durante la Seconda, ma ha cominciato a traballare nella Terza. Durante la Terza Repubblica, infatti, colui che dixit si chiama Giantrippo o Michaela (leggi: Mika-ela), probabilmente non ha neppure un cognome (e comunque nessuno lo conosce), e frequenta Grandi cugini, Atolli, Lagune, Accademie-delle-prossime-grandi-promesse-del-CantoBallo, and so on.
Giantrillo o Micascema sono, semplificando in estrema sintesi, delle Bestie Immonde (© Paolo Sinigaglia), che nemmeno satanasso in persona accetterebbe di portarsi all’inferno.
Ok, accetto che probabilmente tirano su milioni di spettatori (particolare non trascurabile, mi suggeriscono), cosa che rende molto felici i tycoon della macchina pubblicitaria,  però apparirebbe chiaro anche ad un lucertola perlinata del Guatemala che Gianigigio e Mircolena non potrebbero mai fare da testimonial a quel particolare tipo di prodotto, che appartiene alla categoria dei “Super Prodotti Utilissimi e Troppo Innovativi”. Insomma. Finchè c’è da mostrare porzioni anatomiche a mo’ di manzi ,vanno benissimo, ma per gli SPUTI occorrono testimonial assolutamente di prim’ordine.

Così, quatti quatti, lippi lippi,  sprofondiamo nelle tristissime acque del testimonialone universitario.
Ora, io voglio benissimo alle Università (anche se la “mia” mi pappa 1700 euri annui di sola retta, ‘tacci sua), so che navigano in pesserrime (superlativo assoluto di pessimo) acque, so che venderebbero l’anima ad Azathoth (e molte lo hanno fatto) per poter raggranellare qualche soldino per la ricerca… ma che sofferenza quando finiscono vittime della macchinona pubblicitaria in un modo così mortificante.ascellatest

Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno.

Oh, santissimo quanlunque santo Dio! Ma sono un milione di anni che le cose vanno così! Qualunque boscimano si sia passato una foglia di menta sotto un’ascella avrà capito che, prima o poi, o lavi l’ascella o cambi la foglia!!!
Ma che diamine! Perchè, a questo punto, io, studente della Sapienza, mi domando: “ma sti cavolo di 1500-2000 e rotti euro all’anno che pago, per che cosa li spendono? Per stabilire che l’effetto del deodorante prima o poi scompare?” Ma occorre un professore-ricercatore che legge (che scelta di verbo infelice) una ricerca universitaria per capire che l’effetto del deodorante potrebbe perdere di efficacia? Potrebbe? A questo punto esigo che, come sui pacchetti di sigarette, sia scritto a caratteri enormi “Attenzione, profuma le ascelle ma potrebbe perdere di efficacia quando meno te lo aspetti“. Perchè altrimenti mi incavolo mica poco!  Ma come, sono al cinema con quel gran pezzo dell’Ubalda, la cingo con il braccio ed il deodorante cosa fa? Cessa a tradimento??? Ma io non lo avrei mai immaginato! Meno male che c’è la ricerca universitaria a salvarmi dalle pessime figure!!!

E meno male che c’è il Professore di turno che …

Come ricercatore sono attento alle innovazioni.

Io, che ricercatore non sono, e che le innovazioni le apprendo solo quando qualcuno legge per me i test de La Sapienza, vado ancora avanti con la stessa foglia di basilico (sono ligure, al limite uso l’eucalipto, ma è un po’ rigida) dal ’94.
Spero, almeno, che l’Ateneo coinvolto abbia guadagnato un bel po’ di soldini, e che li abbia spesi per finanziare qualche cosa di più… … di più… … di più!

Non pOrcheggiare! Usa il Punto Giallo!

Il Lupo - 90pxPuò accadere che tu debba andare a fare una visita ortopedica di controllo nella stessa struttura ospedaliera dove, esattamente due settimane prima, sei andato a farti diagnosticare la rottura di una zampa.

cslastreVabbè, si fa… del resto hai già l’impegnativa “urgente” (perchè la zampa fa dannatamente male, e sì che non è ne’ la prima ne’ l’ultima delle rotture che ti farai), hanno già pronte le tue lastre (Wow ! Su DVD !!! Sono indeciso se metterle su Flickr o su Deviant Art…), insomma, basta trovare il coraggio e stringere i denti (perchè ti tocca guidare e, per economizzare sul piede ad uso-frizione, fai tutto il viaggio in autostrada pensando che sarà difficile restare in sesta quando arriverai in città) e vai a farti fare questa visita.

Naturalemente, prima di affrontare code, file, ticket e quant’altro, ti spetta la passerella obbligatoria nel parcheggio dell’ospedale: un luogo dove SAI che non troverai mai posto, ma ci provi lo stesso perchè, del resto, è il parcheggio dell’ospedale, e non si sa mai, come se ogni volta che ci sbatti il muso qualche spirito benevolo aggiungesse quei quaranta o cinquanta posti-auto per il prossimo tentativo… insomma, con una smorfia ingrani la seconda, metti il servo-servo-servo sterzo (quella cosa con cui fai dei meravigliosi parcheggi con due dita, ma ti ci ammazzi se te la dimentichi attivata mentre percorri i tornanti del Col di Tenda) e cominci a sfilare tra le corsie in una lunga teoria multicolore di illusi, come te.

Passi il villaggio dei pirati, L’antico Egitto, le rovine maja, poi ti risvegli da questa droga e te ne vai a cercare posto nel lungo vialone alberato antistante (wow, che parolona, ma sono un burocrate, mi viene spontanea) l’ospedale.

E qui vedi una cosa che ti rende… come dire… perplesso…

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Questo è non un parcheggio. Questo è un pOrcheggio.
Se dava fuoco alla macchina riusciva ad occupare anche più di tre posti… non ci ha pensato!

Che dire… intanto maledici il fatto che non ti porti mai dietro carta e penna quando serve… ma cosa potresti scrivere di così chiaro che una tal mente possa comprendere?

Poi scendi dall’auto, e scopri che Dio esiste, nella forma di un immenso chiodo da guerra, di quelli che potresti estrarre dal fasciame del galeone del Pirata Rosso, che ti guarda dall’asfalto dicendoti:  “eccomi qua!”
Ora, ti domandi, a cosa serve carta e penna quando puoi scrivere tutta la tua indignazione direttamente sul cofano? E’ proprio vero che, a volte, essere un governativo (FBI ! Don’t move! Freeze!) ed avere una mentalità ed un’educazione prettamente istituzionale è un dannato fardello (non come portare l’Unico Anello, ma ci siamo vicini).
Ok, lasci perdere i tuoi buoni, legittimi ed umanissimi intenti di sostituirti alla Giustizia Divina (che è una gran bella cosa, ma non dà le stesse soddisfazioni del chiodone) e torni sui tuoi sani propositi sanitari.

La trafila ospedaliera va alla Grande! Grande coda.  Grande attesa.snc00127a

Personalmente non sono un grande frequentatore di ospedali, normalmente preferisco le visite private.
Tuttavia, per quella che è la mia esperienza, quello che detesto delle strutture ospedaliere sono le incredibili dicotomie che sanno manifestare ! Sono luoghi dove possono convivere vette d’eccellenza e becere manifestazioni di ferina disumanità. Oggi è andata bene, tutto sommato,  e sopratutto ho avuto a che fare con gente che parlava, che rispondeva, e che era presente… e non è poco!

L’unica scocciatura assassina sono le attese, che da buon informatico (lo ammetto, è una tara professionale) mi appaiono insopportabili, insostenibili, inaccettabili!
Beh, dopo aver fatto il mio giretto obbligatorio per una mezza dozzina di sportelli vengo inviato all’immancabile pagamento del ticket… Prendo il mio numerino (il 177, ed al banco affettati servono il numero 83) quando una simpatica giovine festosa, addetta al “distributore di attese”, mi dice (allungando gli occhi sulla mia prescrizione) “ma lei ha l’urgenza!”.  Mi scippa il mio 177 e mi affibbia il F23 che, se non altro in forza di quel “23″, appare molto più rassicurante…

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L’ F21 impiega 22 minuti per essere “evaso”.  Mi tolgo l’orologio e lo metto via.  La coda ordinaria è a 120, circa… se F21 era urgente probabilmente è deceduto allo sportello 7, hanno organizzato la veglia e probabilmente anche il funerale.
L’ F22 non si presenta (è il Karma, che bello il Karma quando sei a credito!!!).

Il mio rammarico è che, pur vedendo intorno a me l’impegno, le idee, la voglia e la volontà, spesso la concreta realtà si scontra con problemi che fanno passare in cavalleria quanto c’è di buono.

Ma io sono fiducioso. Del resto ho le mie lastre su DVD e, se faccio le analisi del sangue, posso consultarle via internet, no?

Per adesso mi curo la zampa ferita.

E tu, pOrcheggiatore: so chi sei ! Guardati le spalle!