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Aria di Festa – Festa del Prosciutto di San Daniele
Il Prosciutto di San Daniele o San Daniele o Dany (come usa dire qualche feticista) non richiede nessuna presentazione. E’ un must, un nome che nessuna italica creatura ignora, a meno che non sia nata e cresciuta in una grotta sfamandosi di muschi e licheni.
Non tutti, però, sanno che questo gioiellino della gastronomia nostrana ha una festa e che questa si tiene in quel di giugno.
Quest’anno Aria di Festa, la festa del prosciutto San Daniele, si tiene dal 26 al 29 giugno. Immagino sia pleonastico dire _dove_ si tiene la festa, segnalo in ogni caso il sito di Aria di Festa così che, chi lo desidera, possa farsi un programmino di pazza degustazione.
Per agevolare la vostra doverosa, legittima, necessaria gita, ecco i collegamenti verso il programma della quattro giorni, e la mappa per non perdersi in quella megalopoli friulana che è San Daniele.
Se poi desiderate farvi un’idea un pochino più dotta e dettagliata di cosa sia il Prosciutto di San Daniele, suggerisco questo link che potrà soddisfare tutte le curiosità.
Come sempre…. buona degustazione.
Per informazioni:
Pro Loco San Daniele:
tel.:0432/940765
fax: 0432/940765
mobile: 345 – 5116386
e-mail: mercatofiera@infosandaniele.com
Consorzio del Prosciutto di San Daniele
Via Umberto I° 26
33038 – San Daniele del Friuli (UD) – Italy
Telefono: +39 0432 957515
Fax: +39 0432 940187
Festa d(el)la Salama da Tai – Parte II
Come promesso nell’ultimo post, Elisa ed io siamo andati alla Festa dla Salama da Tai di Guarda Ferrarese.
Devo dire che siamo rimasti veramente molto, molto, molto contenti. E’ vero che è un piccola sagra, diciamo pure di paese, ma è organizzata ed allestita con una cura ed un’amore che non possono passare inosservati (e, a giudicare dalle flotte di veicoli che si riversavano nel piccolo parcheggio, devo proprio ammettere che quella di poter essere passati inosservati sia una delle ultime preoccupazioni degli organizzatori!!!).
Insomma, che cos’è la sagra o festa della (o “dla”) Salama da Tai? E’ una grande tensostruttura, ottimamente allestita a ristorante, dove è possibile mangiare non solo l’eccezionale prodotto che da il nome alla Festa, ma anche moltissimi altri piatti assolutamente e squisitamente preparati a mano: porzioni abbondanti, se non addirittura colossali, una buona scelta e soprattutto la possibilità di provare qualcosa di nuovo, ma anche cortesia, simpatia, voglia di chiacchierare e raccontare la storia del “proprio” prodotto!
Per quanto mi riguarda, il mio obbiettivo primario era – naturalmente – la Salama da Tai! Secondo il mio personalissimo parere l’ho trovata un prodotto gradevolissimo, in cui il sentore dell’aglio è morbido e sfumato e, anche dopo una sana (e poco professionale) scorpacciata, è lungi dal ripresentarsi al palato. La speziatura è equilibrata, la salatura ottimale, la consistenza delle fette, tagliate leggermente spesse, gradevole e gratificante, il profumo intenso, penetrante, ricco di promesse.
Se poi pensiamo che la Salama da Tai di Guarda Ferrarese non è un prodotto destinato alla vendita, e che l’intera produzione viene destinata alla Festa, parteciparvi diventa un’imperativo categorico, e non più una piacevole eventualità, per questo motivo spero che gli amici e “colleghi” degustatori dell’ONAS non si lascino sfuggire questa occasione, e con loro tutti coloro che desiderano cimentarsi con una tradizione gastronomica tenuta in vita dalla buona volontà di una comunità. Ma attenzione! Gli ultimi giorni della Festa l’eventuale eccedenza di prodotto viene messa in vendita. Questa è l’unica occasione, quindi, per poterne fare una piccola scorta.
Naturalmente, come accennato, la Festa non è solo Salama, ma molti altri piatti. In particolare ci siamo cimentati con quanto potesse valorizzare e premiare l’impronta “salamensca” della kermesse. Nel nostro personalissimo caso si trattava di un fantastico primo di ravioli, con un ripieno di salame e ricotta, cui non abbiamo saputo entrambi resistere, e quindi di un secondo: per me uno strepitoso salame cotto alla brace e per Elisa una salama da sugo con purè assolutamente eccezionale.
Cosa aspettate ? Beh, ecco qualche foto…
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Festa d(el)la Salama da Tai
Un rapido post giusto per ricordare che nei prossimi giorni si tiene, in quel di Guarda Ferrarese (FE), la Festa dla Salama da Tai, organizzata con cadenza annuale, nei mesi di maggio e giugno, fin dal 1992, e curata da abitanti di Guarda che hanno costituito, per la bisogna, un’Associazione senza scopo di lucro.
Ci sono parecchie date disponibili, se vogliamo organizzare una gitarella (io penso che la gitarella in questione me la organizzerò proprio in giornata) : 29, 30, 31 Maggio 2009 - Solo a cena; 1, 2, 5, 6, 7 12, 13, 14, 19, 20, 21 Giugno 2009 .
La salama da tai è un insaccato al naturale, prodotto solo nei mesi invernali e consumato dopo almeno sei mesi di stagionatura in case rurali prive di riscaldamento e solai. La perfetta stagionatura è data dal clima umido caratteristico delle zone a ridosso del fiume Po. Vengono selezionate le parti magre del suino adulto: spalla, coppa e prosciutto. A questi tagli di carne viene aggiunta la pancetta e parte del grasso di prosciutto nella percentuale del 30%. Il tutto viene macinato non troppo fine. Disteso l’impasto su di un tavolo si aggiunge sale marino, pepe indiano spaccato al momento e aglio fresco pestato e messo in ammollo nel vino bianco.
Il tutto viene impastato manualmente per almeno mezz’ora. L’impasto così ottenuto viene insaccato manualmente in una vescica, precedentemente ben lavata e lasciata in aceto per almeno dodici ore. Legata stretta al picciolo, da sopra a sotto ed anche di traverso, prende la forma rotondetta e grossettina, simile per la forma sferica, alla celebre salamina da sugo. La salama è pronta per essere appesa e stagionata. Nel corso della stagionatura necessita di spazzolatura dalle muffe che il clima crea attorno all’insaccato. Il formarsi delle muffe di colore grigio-azzurro è quello che determina la buona stagionatura del prodotto.”
Per informazioni:
“NUOVA ASSOCIAZIONE DI GUARDA FERRARESE”
Piazza Progresso, 49
44030 GUARDA (FE)
Tel. e Fax 0532/839624
e-mail: info@festasalama.it
Per prenotazioni: Cell. 333 6204216
(Numero attivo solamente in concomitanza della manifestazione)
Miao ! (L’arte di Jeff de Boer)
Miao ! Prrrrrrrrrrr ! Mew ! Miao, Miao… Miao !!!!
Luce voleva semplicemente dire che ha trovato un sito che l’ha assolutamente estasiata! So che è molto difficile spiegare ad un gatto cosa si può e cosa non si può avere, pur cui cominceranno le trattative per convincerla che la spesa rischia di essere eccessiva…
Le opere dell’artista canadese Jeff de Boer (http://jeffdeboer.com) sono strepitose, oltre che assolutamente originali! Inultile dire che la nostra piccola ama particolarmente la linea di opere denominata “Cats and Mice” (rigorosamente in scala naturale!), anche perchè un pochino la preoccupa la possibilità che qualche Topone si procuri un’armatura prima che lei possa escogitare qualche contromisura!
Assisi a Calendimaggio
Assisi è stata una vera scoperta! Il suo nome, l’aura di antico che lo circonda, evoca da solo pensieri di boschi torrenti e valli, quegli stessi luoghi facili da disegnare nella mente leggendo Il cantico delle creature di Francesco…
Spirito interessante e senza tempo quello del fraticello di Assisi…di certo una mente illuminata in quei giorni così violenti e tormentati… In realtà non è stato un anelito spirituale a condurci là! Io e la mia sorellina…eravamo già a Perugia…città bellissima su cui però stenderei un velo pietoso per ben altre ragioni…
L’idea di vedere Assisi è nata in una mattina di sole…maggio poi è un mese fantastico e col sole tutto era verdeggiante e illuminato d’oro.. Siamo arrivate ad Assisi e abbiamo parcheggiato in un comodissimo parcheggio-torre che serve il centro storico… un’idea molto semplice ed efficace che pare non aver mai sfiorato invece le coscienze perugine! Ma a parte questo…lo splendore della città medievale è stato incredibile! Una corona di mura color sabbia che scivola sinuosa sulle colline! Assisi è una fetta di Medioevo rimasta nel nostro mondo! Bellissima e semplice nella sua perfezione… Abbiamo passeggiato lungo le viuzze strette del centro..visitato la chiesa di santa Chiara..e poi..siamo salite alla rocca! La passeggiata è spettacolare…si sale fino al terrazzo naturale del colle che si affaccia sulla campagna umbra..un rincorrersi di ori e verdi..di ocre e rossi…
Il castello è davvero ben tenuto! Un misto di sapienti restauri che nulla hanno tolto alla bellezza antica e austera di una simile fortezza.. Gli interni sono quasi interamente visitabili, compresi la stanza della guardia e la sala dei banchetti.. Qui in particolare ho trovato davvero raffinata l’idea di popolare gli ambienti con manichini di paglia…abbigliati sontuosamente..che riempiono le scalinate con mantelli di velluto e strascichi lussuosi! Suggestiva l’esposizione di fotografie lungo tutto il percorso della visita, che illustrano le feste di Calendimaggio svolte nella città da gruppi di rievocazione medievale. La scelta artistica delle riprese e la perfezione dei corstumi, delle luci e delle scene ricreate ammanta il passaggio di un sentimento molto bello..una sorta di galleria nella quale si percorrono giorni passati… si immaginano volti ed espressioni non più del nostro tempo…
Emozionate anche il lunghissimo passaggio di comunicazione tra il corpo del castello e il torrione poligonale cinquecentesco…
Nel complesso davvero un luogo magico…evocativo..perfettamente conservato e restaurato..capace di immergere il visitatore in un ambiente maestoso, ancora intimamente pervaso dalla forza e dall’austerità di quei giorni lontani…
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Piacere Montagnana! E quanto piacere
Il giorno dopo “Piacere Montagna”. Ely (Il Corvo) ed io ci siamo… come si dice da queste parti…. assassinà ?
Insomma, io ho un “ruolo” di degustatore ONAS che mi obbligava, moralmente e “professionalmente” a non fare torti a nessuno degli espositori… e siccome una degustazione tira l’altra e non si può tornare a casa senza aver fatto una scorta… diciamo che abbiamo dato sfogo a tutti i sensi!
E’ stata proprio una bella uscita, e devo dire che ci voleva proprio visto che una montagna (no, non montagnana, solo montagna) di giorni di immobilità forzata mi stavano distruggendo sia moralmente che fisicamente. Appurato che il sole non mi disintegrava e che l’aria del “mondo là fuori” era ancora respirabile, ci siamo fatti volentieri questa gita fuori porta, sobbarcandoci anche qualche disagio alla viabilità che ci ha fatto provare qualche strada nuova (dovrei dire “mi”, perchè Elisa, per lavoro, gira come una trottola e conosce strade impossibili, nel senso che alcune non sarebbe possibile frequentarle con l’automobile, ma lei lo fa lo stesso).
Montagnana era sempre la solita stupenda indescrivibile città murata che tutti nella vita dovrebbero vedere almeno una volta.
Al parcheggio (e devo dire che non c’è stato assolutamente nessun problema a trovarne uno: l’organizzazione “alla veneta maniera” non lascia mai nulla al caso) mi sono anche tolto la soddisfazione di incontrare un ragazzo impegnato nel Palio di settembre (e ci torneremo, senza dubbio, a tempo debito) che mi ha confermato come anche lui, da cultore di Photoshop, abbia da dannarsi con la selva di antenne, parabole, cavi ed ammenicoli che deturpano il meraviglioso profilo delle mura medievali. Quasi quasi butto giù due righe per la pro-loco…
La scelta di andare Sabato forse non è stata la più indicata, molti degli spazi espositivi non esponevano altro che veicoli parcheggiati e cartelli che dicevano “sosta vietata, domenica 17 maggio”. Il grande tendone bianco per le degustazioni, quindi, spiccava un pochino solitario nella meravigliosa Piazza Vittorio Emanuele.
All’interno del tendone la splendida battigia di candidi piatti pronti, su cui si infrangevano onde di prosciutto, da un lato, ed una spiaggia di commensali, dall’altro. Se avessi ascoltato attentamente avrei potuto sentire le trombe degli arcangeli come nel giorno del giudizio… peccato che ero intento a difendere la posizione al chiosco della cassa. 8^)
Alla fine abbiamo trovato posto in una delle ampie tavolate ed abbiamo potuto dedicarci dapprima alla degustazione, quindi al pasteggio, ed alla fine all’abboffata.
Ad ogni buon conto è stata veramente un’ottima esperienza, che ci ha dato la possibilità di accedere ad una selezione (mannaggia, se gli espositori volevano fare la gara a chi faceva la figura migliore, si sono dati proprio un’incredibile battaglia !!!) che ci ha estasiato. Ora occorreranno alcuni giorni per riprendersi, ma ne valeva la pena.
Prosciutto Veneto Berico Euganeo D.O.P.? Montagnana!
Quando vado a comprare un buon prosciutto, se capito presso un centro commerciale (con il prode salumiere il gioco che sto per proporre riesce male, ma al centro commerciale è più facile prendersi qualche soddisfazione) chiedo sistematicamente un Prociutto Veneto Berico Euganeo (lascio perdere DOP perchè mi sembrerebbe di essere troppo snob. DOP fa molto Ambvogio).
Raramente me lo servono al primo colpo: nella migliore delle ipotesi rimangono un po’ perplessi (stile Cu Fù?!) ma, se tutto va bene, me ne capitano di gustosissime. La peggiore, o migliore, che mi ricordo, tra le più recenti, è stata una giovin donzella che mi ha domandato se lo desideravo con o senza i pistacchi. (no, no, non mi stava ricambiando con la mia moneta, aveva già agguantato un mortadellone a cui mancava solo il grugno ed il codino…)
Se poi lo chiamo con il nome con cui tutti sembrano riconoscerlo, (il) Montagnana o, al limite, Prosciutto Veneto (la scomparsa dal nome delle parole “berico euganeo” sembra fare miracoli) torna la serenità e tutti rinfoderano le armi.
Montagnana, C’est plus facile!
Siccome, tuttavia, “Montagnana” era un nome troppo bello, troppo facile da ricordare, troppo collegato ad una perla di cittadella medievale che dal XIV secolo è sopravvissuta, magnifica, fino ad oggi (maledette siano le antenne ed i cavi, che mi obbligano a passare a fil di Photoshop tutte le foto), si è pensato di registrare a marchio D.O.P. quella strepitosa siglona che è Prosciutto Veneto Berico Euganeo. Ad ogni modo il Consorzio per la Tutela del Prosciutto Veneto, anche attraverso il suo ottimo sito (andrebbero castigati, tuttavia, per la musichetta medievaleggiante – obbligatoria – che accompagna la navigazione) si fa gran cura di specificare, grassetto originale, “Sito ufficiale del Consorzio per la tutela del Prosciutto Veneto (Berico-Euganeo)“.
Sorvolando sulle virtù di questo ottimo salume, che potete trovare illustrate, decantate, dipinte, sul sito del Consorzio così come su altri siti specializzati, vorrei invece richiamare l’attenzione sulla kermesse annuale che lo vede protagonista.
Il 15, 16 e 17 maggio si terrà, proprio in quel di Montagnana, “Piacere Montagnana“, 12° Festa del Prosciutto Veneto D.O.P. , ambientata nella stupenda cornice della città murata. Appassionati e degustatori potranno sbizzarrisi tra le varie stagionature, mentre un valido contributo verrà dato dai prodotti tipici (vini, formaggi, dolci)..
Sono inoltre previste numerose proposte culturali e visite guidate, spettacoli di animazione e intrattenimento, mercatini dell’artigianato e del collezionismo e molto altro ancora.
Nel momento in cui scrivo questo post (8.5) il sito della festa prevede un link verso la brochure ufficiale, ma per adesso non risulta attivo…
Per maggiori informazioni:
Pro Loco di Montagnana tel. 0429-81320,
prolocomontagnana@tiscali.it,
www.festadelprosciutto.it
Haggard – Tales Of Ithiria
Tales Of Ithiria degli Haggard è un album uscito ad agosto del 2008, che ascolto da una ventina di giorni, ed è il classico album che mi fa domandare “ma dove cavolo ero, quando è uscito?”. Insomma, è proprio la musica che verissimamentevero adoro!
Dopo il passaggio ad un orientamento squisitamente fantasy (siamo intorno al 1999, più o meno quando la Luna veniva sparata via nello spazio con il suo carico di disgraziati scienziati), l’autore-cantante-tastierista del gruppo, Asis Nasseri, comincia lo sviluppo di veri e propri concept album. Il primo vede la luce all’alba del nuovo millennio, giustamente si intitola Awaking the Centuries (2000) ed è ambientato in quegli allegri tempi (siamo all’alba di un altro secolo, il 16°) in cui la peste sfuroreggiava per l’Europa ed il buon Nostradamus si accingeva a diventare, suo malgrado, il massimo esponente di quella scienza, tutta squisitamente contemporanea, che prende il nome di preveggenza retroattiva (“Ah, che sciagura che si è verificata! Toh, ma guarda, in effetti Nostradamus lo aveva predetto… vedi…?”), il secondo è incentrato sul “nostro” Galileo Galilei, e si intitola giust’appunto Eppur si Muove (2004).
Dopo altri 4 anni di duro lavoro, lo squadrone degli Haggard – che ricordo essere formato da quasi 20 musicisti – approda al tema principe di tutta la buona fantasy Golden, Silver o anche Bronze Age: la lotta tra il Bene e il Male (nientopopodimeno!), e lo fa spostando la storia nell’immaginario mondo di Ithiria.
Il lavoro che scaturisce dalle fatiche di Nasseri è, a mio avviso, eccezionale, con un livello di compenetrazione tra le tematiche metal e quelle lirico-sinfoniche (una critica che, ho letto in giro, viene mossa da alcuni puristi del Simphonic Metal, è proprio quella di essere troppo sinfonici) a mio avviso strabiliante.
Un valore aggiunto che non posso non evidenziare, mi si perdoni la nota scherzosa, è che questo è un ensemble assolutamente mamma-friendly.
In pratica una perfetta occasione per far sentire alle mamme (vale anche per le nonne, le suocere, lo zio Cardinale ecc.) che Metal non significa necessariamente bambini sacrificati al Grande Dio Cthulhu (Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn) ne’ tantomeno growler pazzi che quando non cantano passano le giornate a dare testate ai muri (quando non dispongono di spigoli accuminati).
Tra i brani presentati segnalo una cover dei Mecano, gruppo che agli italiani potrà dire ben poco ma che ha saputo produrre quel bellissmo brano che è Hijo De La Luna, tradotta anche nella nostra lingua – quasi alla lettera – e stupendamente interpretata dal gruppo (e da molti altri interpreti, dopo di loro) con il titolo, appunto, Figlio della Luna.




