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Etnocentrismo musicale e Lacuna Coil
Mentre aspettavo allegramente che i dischi X e Z sincronizzassero alcune centinaia di giga di archivi fotografici, ho passato un po’ di tempo a fare proposte oscene a Google. Il gioco consisteva, questa volta, nel vedere, attraverso il numero di ricorrenze su Google, quanto (e quali) sono conosciuti gli artisti italiani all’estero. Il tutto nasceva da una sì vecchia discussione con la mi mamma, sul chi fossero gli artisti rappresentativi, all’estero, oggi, del nostro paese.
Siccome volevo avere le idee un po’ chiare, ma non volevo lanciarmi in un’attività rigorosamente scientifica (perchè i giga saranno anche tanti, ma in firewire scorrono…) ho considerato un paniere caratterizzato da questi elementi:
doveva trattarsi di artisti i cui nomi non potessero creare equivoci in fase di ricerca. In questo modo sono rimasti esclusi grossi calibri come Zucchero o Elisa, ma sarebbe stato troppo lungo sviluppare delle policy di controllo;- dovevano essere scelti tra nomi storicamente noti o nuove proposte, in voga, del momento . Per far questo ho attinto da qualche top chart ed ho sfruttato, in buona misura, la lista degli artisti che ha cantato per il terremoto in Abruzzo che, in linea di massima, mi sembrava potenzialmente significativa per la mia piccola indagine.
Alla fine ho individuato 22 artisti, 24 se consideriamo anche i Pooh (depurati da alcuni milioni di risultati riguardanti il membro più famoso della band, “Winnie the Pooh”, e comunque calcolati solo per l’Italia, perchè “pooh” è una parola in ogni caso troppo generica all’estero) e Boccelli, che ho provato a cercare sia come Boccelli sia come “Andrea Boccelli”, per curiosità) ed ho sottoposto le query (13.05) a Google, nel formato vigolettatto (“Nome Artista”) considerando separatamente le pagine provenienti dall’Italia e quelle indicizzate da tutto il Web.
Insomma, un gioco, lo ribadisco, ma un gioco che ha riservato qualche sorpresa.
Nella Google Chart delle pagine provenienti dall’Italia non si nota nulla di particolarmente significativo: tutti si spartiscono le loro fette di gloria in modo compito ed ordinato. La Pausini, Vasco, Tiziano Ferro… niente di nuovo sotto il sole.
Le sorprese sono emerse quando ho valutato le ricorrenze totali su Google, calcolate indipendentemente dal paese (sarebbe più corretto dire dominio) di provenienza. Penso che appaia evidente la mostruosa quantità di ricorrenze che totalizzano i Lacuna Coil (che sono, invece, molto in basso nella “classifica” italiana), mentre gli altri nomi tendono a riconfermarsi in posizioni, in linea di massima, consolidate.
Questo fatto (avere, cioè, molte pagine censite sia nella “classifica totale” che in quella nazionale) non va considerato, tuttavia, come un punto di pregio, per un artista italiano che voglia essere conosciuto anche all’estero, e questo semplicemente perchè se “hai” un sacco di pagine su internet, ma poi salta fuori che quelle pagine provengono in larga misura dal tuo paese di origine, significa che sarai sì un ottimo artista, amatissimo in Italia, ma che al di fuori di questo isolotto da 60 milioni di abitanti… beh… insomma…
Alla fine, la classifica delle pagine straniere (o differenza tra le pagine web totali e quelle taggate come italiane… ok, ok, è una definizione comunque poco tecnica), ci mostra quanto spesso i nostri giudizi siano inevitabilmente etnocentrici, e quanto ci lasciamo influenzare da ciò che vediamo nella nostra piccola realtà o che deduciamo dal sentito dire. Naturalmente non faccio considerazioni su altri dati oggettivi (dischi venduti ecc.), mi accontento di scoprire che i Lacuna Coil (e voglio vedere quanti mi saprebbero citare anche un solo titolo di canzone o album scritto da questo gruppo milanese) hanno un feedback internet extranazionale superiore ad alcuni mostri sacri della canzone italiana.
Ecco quindi la classifica completa (ricordo che Differenza = Pagine Web Totali – Pagine Web Nazionali)

Haggard – Tales Of Ithiria
Tales Of Ithiria degli Haggard è un album uscito ad agosto del 2008, che ascolto da una ventina di giorni, ed è il classico album che mi fa domandare “ma dove cavolo ero, quando è uscito?”. Insomma, è proprio la musica che verissimamentevero adoro!
Dopo il passaggio ad un orientamento squisitamente fantasy (siamo intorno al 1999, più o meno quando la Luna veniva sparata via nello spazio con il suo carico di disgraziati scienziati), l’autore-cantante-tastierista del gruppo, Asis Nasseri, comincia lo sviluppo di veri e propri concept album. Il primo vede la luce all’alba del nuovo millennio, giustamente si intitola Awaking the Centuries (2000) ed è ambientato in quegli allegri tempi (siamo all’alba di un altro secolo, il 16°) in cui la peste sfuroreggiava per l’Europa ed il buon Nostradamus si accingeva a diventare, suo malgrado, il massimo esponente di quella scienza, tutta squisitamente contemporanea, che prende il nome di preveggenza retroattiva (“Ah, che sciagura che si è verificata! Toh, ma guarda, in effetti Nostradamus lo aveva predetto… vedi…?”), il secondo è incentrato sul “nostro” Galileo Galilei, e si intitola giust’appunto Eppur si Muove (2004).
Dopo altri 4 anni di duro lavoro, lo squadrone degli Haggard – che ricordo essere formato da quasi 20 musicisti – approda al tema principe di tutta la buona fantasy Golden, Silver o anche Bronze Age: la lotta tra il Bene e il Male (nientopopodimeno!), e lo fa spostando la storia nell’immaginario mondo di Ithiria.
Il lavoro che scaturisce dalle fatiche di Nasseri è, a mio avviso, eccezionale, con un livello di compenetrazione tra le tematiche metal e quelle lirico-sinfoniche (una critica che, ho letto in giro, viene mossa da alcuni puristi del Simphonic Metal, è proprio quella di essere troppo sinfonici) a mio avviso strabiliante.
Un valore aggiunto che non posso non evidenziare, mi si perdoni la nota scherzosa, è che questo è un ensemble assolutamente mamma-friendly.
In pratica una perfetta occasione per far sentire alle mamme (vale anche per le nonne, le suocere, lo zio Cardinale ecc.) che Metal non significa necessariamente bambini sacrificati al Grande Dio Cthulhu (Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn) ne’ tantomeno growler pazzi che quando non cantano passano le giornate a dare testate ai muri (quando non dispongono di spigoli accuminati).
Tra i brani presentati segnalo una cover dei Mecano, gruppo che agli italiani potrà dire ben poco ma che ha saputo produrre quel bellissmo brano che è Hijo De La Luna, tradotta anche nella nostra lingua – quasi alla lettera – e stupendamente interpretata dal gruppo (e da molti altri interpreti, dopo di loro) con il titolo, appunto, Figlio della Luna.
Aeternitas – La danse macabre
Wow… musica piuttosto impegnativa ma deliziosa !
Per chi non li conoscesse parlo degli Aeternitas (Serpina Records / Armageddom Music)… e potete sbatterci la capa quanto volete, ma non è per niente facile trovare qualcosa anche sul web.
Dunque dunque… su di loro abbiamo quattro righe su Wiki, un sano (ed ufficiale) link sull’immancabile MySpace e poscia qualcosina qua e là, ma questo è tutto. E proprio da MySpace apprendo che si stanno cimentando in un musical !!! Wow !
Rappacinis Tochter (è il titolo del musical).
Currently working on a gothic musical based on Nathaniel Hawthorne’s Rappacnini’s Daughter. The story is about young and desperate Giovanni who was forced to enroll at Padua university. He accidentally discovers his neighbour’s beautiful daughter and falls in love. The mysterious girl has a dark secret and she lives hidden in the house of her father Dr. Rappacini. But Giovanni is not willing to give up and asks his fatherly professor Baglioni for help…
Nell’album che propongo nel titolo del post, datato nientepopodimeno che 2005, ci sono alcuni brani veramente interessanti… non rubo nulla alla sorpresa ma propongo un gustoso assaggio…

