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Festa d(el)la Salama da Tai – Parte II
Come promesso nell’ultimo post, Elisa ed io siamo andati alla Festa dla Salama da Tai di Guarda Ferrarese.
Devo dire che siamo rimasti veramente molto, molto, molto contenti. E’ vero che è un piccola sagra, diciamo pure di paese, ma è organizzata ed allestita con una cura ed un’amore che non possono passare inosservati (e, a giudicare dalle flotte di veicoli che si riversavano nel piccolo parcheggio, devo proprio ammettere che quella di poter essere passati inosservati sia una delle ultime preoccupazioni degli organizzatori!!!).
Insomma, che cos’è la sagra o festa della (o “dla”) Salama da Tai? E’ una grande tensostruttura, ottimamente allestita a ristorante, dove è possibile mangiare non solo l’eccezionale prodotto che da il nome alla Festa, ma anche moltissimi altri piatti assolutamente e squisitamente preparati a mano: porzioni abbondanti, se non addirittura colossali, una buona scelta e soprattutto la possibilità di provare qualcosa di nuovo, ma anche cortesia, simpatia, voglia di chiacchierare e raccontare la storia del “proprio” prodotto!
Per quanto mi riguarda, il mio obbiettivo primario era – naturalmente – la Salama da Tai! Secondo il mio personalissimo parere l’ho trovata un prodotto gradevolissimo, in cui il sentore dell’aglio è morbido e sfumato e, anche dopo una sana (e poco professionale) scorpacciata, è lungi dal ripresentarsi al palato. La speziatura è equilibrata, la salatura ottimale, la consistenza delle fette, tagliate leggermente spesse, gradevole e gratificante, il profumo intenso, penetrante, ricco di promesse.
Se poi pensiamo che la Salama da Tai di Guarda Ferrarese non è un prodotto destinato alla vendita, e che l’intera produzione viene destinata alla Festa, parteciparvi diventa un’imperativo categorico, e non più una piacevole eventualità, per questo motivo spero che gli amici e “colleghi” degustatori dell’ONAS non si lascino sfuggire questa occasione, e con loro tutti coloro che desiderano cimentarsi con una tradizione gastronomica tenuta in vita dalla buona volontà di una comunità. Ma attenzione! Gli ultimi giorni della Festa l’eventuale eccedenza di prodotto viene messa in vendita. Questa è l’unica occasione, quindi, per poterne fare una piccola scorta.
Naturalmente, come accennato, la Festa non è solo Salama, ma molti altri piatti. In particolare ci siamo cimentati con quanto potesse valorizzare e premiare l’impronta “salamensca” della kermesse. Nel nostro personalissimo caso si trattava di un fantastico primo di ravioli, con un ripieno di salame e ricotta, cui non abbiamo saputo entrambi resistere, e quindi di un secondo: per me uno strepitoso salame cotto alla brace e per Elisa una salama da sugo con purè assolutamente eccezionale.
Cosa aspettate ? Beh, ecco qualche foto…
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Wind, Architetti, Geometri e l’orgoglio ferito
Recentemente ho visto passare alcuni spot della Wind che hanno per protagonisti i bravissimi Aldo, Giovanni e Giacomo.
Dopo aver notato qualcosa che non mi tornava, nella parte finale dello spot, ho fatto qualche giro su internet ed ho constatato che esistono ben due versioni della stessa pubblicità / sketch, in mezzo alle quali si pone l‘ira dei Geometri!
Insomma, il video originale, che si trova senza problemi su YouTube e che è andato per giorni in onda su tutte le televisioni, differisce dalla nuova versione per alcune battute, in chiusura:
“Dica all’architetto di scendere”
“Ma quale architetto è geometra”
Versione “bonificata”:
“Altro che architetto, se non ha finito nemmeno la scuola materna!”
Ora, mi domando, ma veramente l’Ordine dei Geometri si è sentito offeso, colpito, vituperato, vilipeso, sminuto da questo spot?
Evidentemente sì, tuttavia mi domando se veramente era il caso di offendersi.
Insomma, stiamo parlando di tre comici, famosi per i loro “corti” spesso giocati sul nonsense, che fanno una battuta in un contesto palesemente scanzonato!
E poi, a questo punto, vorrei pensare che qualche persona che non ha avuto la possibilità di studiare, possa sentirsi – altrettanto giustamente – molto offesa! “Ah, non ho finito nemmeno la scuola materna e quindi sono un incapace ?!?!” E mo’ ti faccio una petizione perchè mi offendi”
Proprio in quello “scuola materna” vedo la cautela dei pubblicitari, la paura nel camminare sulle uova, la ricerca di una casistica talmente estrema (“nemmeno la scuola materna”) da non rischiare troppo. E poi, diciamola tutta, se non hanno finito la nemmeno la scuola materna, sono sicuramente talmente bestie, che non sanno neppure cosa sia una petizione, no?
Mah, se volessimo giocare con i dati, sarebbe opinabile anche questa strategia (sempre che sia questa la strategia che hanno seguito, ovviamente).
L’Istat (“100 statistiche per il Paese, indicatori per conoscere e valutare“) ci ricorda che:
In Italia nel 2007 il 48,2 per cento della popolazione in età 25-64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato solo la licenza di scuola media inferiore.
Credo che sia stato un errore sfuggire alle ire di una categoria, abbassando il tiro, perchè ci si è esposti al rischio di sparare sulla folla.
Quando si fanno delle battute che coinvolgono un gruppo di persone, o un singolo, è sempre facile – direi pure inevitabile -urtare la suscettibilità di alcuni.
Ci sono persone, come Francesco Totti, che consapevole di un’immagine che difficilmente si sarebbe potuto togliere di dosso, l’ha (glie l’hanno) trasformata genialmente in un punto di forza, creandoci sopra un personaggio ancor più simpatico, positivo, e guadagnandoci – se possibile – anche qualche soldino.
Ci sono gruppi, come i Carabinieri, che dopo una vita di feroci barzellette, hanno fatto un’opera ciclopica di gestione dell’immagine, e con sforzi colossali hanno restituito all’Arma un prestigio ed una fama, presso il grande pubblico, addirittura impensabile fino a non moltissimi anni fa. Oggi Carabiniere non è più una barzelletta, oggi è solo prestigio.
E, infine, ci sono gruppi che fanno petizioni, che censurano spot. Non so se sia stata un idea saggia… Se proprio si doveva far cambiare quella pubblicità, avrei giocato meglio le mie carte… De guistibus…
Alla fiera del Nord Est…
Insomma, passa oggi, passa domani e arriva la Grande Fiera Campionaria di Padova…
Ammetto che quest’anno sono stato per molto tempo sul “ci vado – non ci vado”… il punto è che più passa il tempo meno riesco a trovare una fiera, sagra, festa, che mi sappia offrire qualcosa di nuovo, qualcosa di sorprendente, qualcosa che mi faccia sentire arricchito! Insomma, una cosa che odio è andare alla classica festa medievale e trovare la bancarella che vende il pela-patate a dinamo, lo scopettone multi funzionale polivalente ed il cagnolino che fa sìsìsì o nonono con la testa. La campionaria di Padova non è e non vuole essere questo, siamo d’accordo, però percepisco comunque nell’aria un sentore di ripetitività e staticità, magari mi sbaglio, però mi allarma.
Siccome, per lunghi e tediosissimi motivi, mi sento piuttosto legato alla Campionaria, ho sempre un po’ paura ad andarci, se non altro per il timore di rimanerci deluso.
Così, da bravi figlioli, in un anonimo lunedì sera, ci siamo armati di santa pazienza e siamo andati a vedere (senza troppo impegno, nè illusioni) quello che passava il convento.
Alla fine, come potevo immaginare, abbiamo trovato lo scopo principe della visita nello stand/ristorante argentino che, per un prezzo che ci è sembrato decisamente alto, ci ha proposto delle pietanze (Paella e Grigliata) estremamente buone. In particolare la carne era degna di un prestito agevolato con cessione del quinto dello stipendio.
Su’, su’, non voglio fare il criticone… del resto siamo andati all’avventura, no?
Secondo me, si può tranquillamente affermare che, per Il Corvo e il Lupo, anche quest’anno la fiera se l’è cavata (e questo illuminato giudizio farà sospirare di sollievo molti degli organizzatori). In particolare grazie agli Argentini, che ci hanno catturato per lo stomaco, all’immenso e spettacolare cellulare della Polizia Penitenziaria, che ha letteralmente affascinato Elisa (quindi so già quale sarà il suo prossimo veicolo…), ai soliti lodevolissimi stand gastronomici (ehi, giovini del nord, prendete esempio dai ragazzi del sud! era un monopolio di mozzarelle, taralli, olive, cannoli e babbà!) ed alle U. B.’ Dolls che hanno suonato tanta sanissima musica (sono brave, le ragazze !!!).
Vedremo il prossimo anno, magari rendendo onore all’evento e – sobbarcandomi ore di code e crescente rabbia omicida – andandoci durante il week-end, quando gli eventi collaterali si sprecano.
Più avanti (ottobre è lontano) vorrò raccontarvi della Festa della Zucca di Venzone… tenetevi pronti, perchè rappresenta ciò che per me è la quintessenza di una festa /sagra fatta veramente bene. Ce ne sarà da scivere, allora… Stay tuned !
Ipse Dixit (ho letto i test dell’Università Sapienza)

Come ricercatore sono attento alle innovazioni.
Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno. Ma c’è una grande invenzione! Un deododante da — che si attiva e si riattiva, così è più efficace.
E’ il nuovo — —. Un deodorante innovativo. I test de La Sapienza lo dimostrano.
Una volta, quando eravamo tutti ignoranti, andava di moda un motto: “Lo Ha Detto La Televisione”.
Era la versione moderna dell’Ipse Dixit aristotelico, la frase che doveva zittire ogni commento, fugare ogni dubbio, dipanare ogni perplessità. “Lo ha detto la televisione”, quindi è giusto, vero, santo, infallibile come il Pontefice.
Questo valeva nella Prima Repubblica, probabilmente si è rafforzato durante la Seconda, ma ha cominciato a traballare nella Terza. Durante la Terza Repubblica, infatti, colui che dixit si chiama Giantrippo o Michaela (leggi: Mika-ela), probabilmente non ha neppure un cognome (e comunque nessuno lo conosce), e frequenta Grandi cugini, Atolli, Lagune, Accademie-delle-prossime-grandi-promesse-del-CantoBallo, and so on.
Giantrillo o Micascema sono, semplificando in estrema sintesi, delle Bestie Immonde (© Paolo Sinigaglia), che nemmeno satanasso in persona accetterebbe di portarsi all’inferno.
Ok, accetto che probabilmente tirano su milioni di spettatori (particolare non trascurabile, mi suggeriscono), cosa che rende molto felici i tycoon della macchina pubblicitaria, però apparirebbe chiaro anche ad un lucertola perlinata del Guatemala che Gianigigio e Mircolena non potrebbero mai fare da testimonial a quel particolare tipo di prodotto, che appartiene alla categoria dei “Super Prodotti Utilissimi e Troppo Innovativi”. Insomma. Finchè c’è da mostrare porzioni anatomiche a mo’ di manzi ,vanno benissimo, ma per gli SPUTI occorrono testimonial assolutamente di prim’ordine.
Così, quatti quatti, lippi lippi, sprofondiamo nelle tristissime acque del testimonialone universitario.
Ora, io voglio benissimo alle Università (anche se la “mia” mi pappa 1700 euri annui di sola retta, ‘tacci sua), so che navigano in pesserrime (superlativo assoluto di pessimo) acque, so che venderebbero l’anima ad Azathoth (e molte lo hanno fatto) per poter raggranellare qualche soldino per la ricerca… ma che sofferenza quando finiscono vittime della macchinona pubblicitaria in un modo così mortificante.
Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno.
Oh, santissimo quanlunque santo Dio! Ma sono un milione di anni che le cose vanno così! Qualunque boscimano si sia passato una foglia di menta sotto un’ascella avrà capito che, prima o poi, o lavi l’ascella o cambi la foglia!!!
Ma che diamine! Perchè, a questo punto, io, studente della Sapienza, mi domando: “ma sti cavolo di 1500-2000 e rotti euro all’anno che pago, per che cosa li spendono? Per stabilire che l’effetto del deodorante prima o poi scompare?” Ma occorre un professore-ricercatore che legge (che scelta di verbo infelice) una ricerca universitaria per capire che l’effetto del deodorante potrebbe perdere di efficacia? Potrebbe? A questo punto esigo che, come sui pacchetti di sigarette, sia scritto a caratteri enormi “Attenzione, profuma le ascelle ma potrebbe perdere di efficacia quando meno te lo aspetti“. Perchè altrimenti mi incavolo mica poco! Ma come, sono al cinema con quel gran pezzo dell’Ubalda, la cingo con il braccio ed il deodorante cosa fa? Cessa a tradimento??? Ma io non lo avrei mai immaginato! Meno male che c’è la ricerca universitaria a salvarmi dalle pessime figure!!!
E meno male che c’è il Professore di turno che …
Come ricercatore sono attento alle innovazioni.
Io, che ricercatore non sono, e che le innovazioni le apprendo solo quando qualcuno legge per me i test de La Sapienza, vado ancora avanti con la stessa foglia di basilico (sono ligure, al limite uso l’eucalipto, ma è un po’ rigida) dal ’94.
Spero, almeno, che l’Ateneo coinvolto abbia guadagnato un bel po’ di soldini, e che li abbia spesi per finanziare qualche cosa di più… … di più… … di più!
Non pOrcheggiare! Usa il Punto Giallo!
Può accadere che tu debba andare a fare una visita ortopedica di controllo nella stessa struttura ospedaliera dove, esattamente due settimane prima, sei andato a farti diagnosticare la rottura di una zampa.
Vabbè, si fa… del resto hai già l’impegnativa “urgente” (perchè la zampa fa dannatamente male, e sì che non è ne’ la prima ne’ l’ultima delle rotture che ti farai), hanno già pronte le tue lastre (Wow ! Su DVD !!! Sono indeciso se metterle su Flickr o su Deviant Art…), insomma, basta trovare il coraggio e stringere i denti (perchè ti tocca guidare e, per economizzare sul piede ad uso-frizione, fai tutto il viaggio in autostrada pensando che sarà difficile restare in sesta quando arriverai in città) e vai a farti fare questa visita.
Naturalemente, prima di affrontare code, file, ticket e quant’altro, ti spetta la passerella obbligatoria nel parcheggio dell’ospedale: un luogo dove SAI che non troverai mai posto, ma ci provi lo stesso perchè, del resto, è il parcheggio dell’ospedale, e non si sa mai, come se ogni volta che ci sbatti il muso qualche spirito benevolo aggiungesse quei quaranta o cinquanta posti-auto per il prossimo tentativo… insomma, con una smorfia ingrani la seconda, metti il servo-servo-servo sterzo (quella cosa con cui fai dei meravigliosi parcheggi con due dita, ma ti ci ammazzi se te la dimentichi attivata mentre percorri i tornanti del Col di Tenda) e cominci a sfilare tra le corsie in una lunga teoria multicolore di illusi, come te.
Passi il villaggio dei pirati, L’antico Egitto, le rovine maja, poi ti risvegli da questa droga e te ne vai a cercare posto nel lungo vialone alberato antistante (wow, che parolona, ma sono un burocrate, mi viene spontanea) l’ospedale.
E qui vedi una cosa che ti rende… come dire… perplesso…

Questo è non un parcheggio. Questo è un pOrcheggio.
Se dava fuoco alla macchina riusciva ad occupare anche più di tre posti… non ci ha pensato!
Che dire… intanto maledici il fatto che non ti porti mai dietro carta e penna quando serve… ma cosa potresti scrivere di così chiaro che una tal mente possa comprendere?
Poi scendi dall’auto, e scopri che Dio esiste, nella forma di un immenso chiodo da guerra, di quelli che potresti estrarre dal fasciame del galeone del Pirata Rosso, che ti guarda dall’asfalto dicendoti: “eccomi qua!”
Ora, ti domandi, a cosa serve carta e penna quando puoi scrivere tutta la tua indignazione direttamente sul cofano? E’ proprio vero che, a volte, essere un governativo (FBI ! Don’t move! Freeze!) ed avere una mentalità ed un’educazione prettamente istituzionale è un dannato fardello (non come portare l’Unico Anello, ma ci siamo vicini).
Ok, lasci perdere i tuoi buoni, legittimi ed umanissimi intenti di sostituirti alla Giustizia Divina (che è una gran bella cosa, ma non dà le stesse soddisfazioni del chiodone) e torni sui tuoi sani propositi sanitari.
La trafila ospedaliera va alla Grande! Grande coda. Grande attesa.
Personalmente non sono un grande frequentatore di ospedali, normalmente preferisco le visite private.
Tuttavia, per quella che è la mia esperienza, quello che detesto delle strutture ospedaliere sono le incredibili dicotomie che sanno manifestare ! Sono luoghi dove possono convivere vette d’eccellenza e becere manifestazioni di ferina disumanità. Oggi è andata bene, tutto sommato, e sopratutto ho avuto a che fare con gente che parlava, che rispondeva, e che era presente… e non è poco!
L’unica scocciatura assassina sono le attese, che da buon informatico (lo ammetto, è una tara professionale) mi appaiono insopportabili, insostenibili, inaccettabili!
Beh, dopo aver fatto il mio giretto obbligatorio per una mezza dozzina di sportelli vengo inviato all’immancabile pagamento del ticket… Prendo il mio numerino (il 177, ed al banco affettati servono il numero 83) quando una simpatica giovine festosa, addetta al “distributore di attese”, mi dice (allungando gli occhi sulla mia prescrizione) “ma lei ha l’urgenza!”. Mi scippa il mio 177 e mi affibbia il F23 che, se non altro in forza di quel “23″, appare molto più rassicurante…

L’ F21 impiega 22 minuti per essere “evaso”. Mi tolgo l’orologio e lo metto via. La coda ordinaria è a 120, circa… se F21 era urgente probabilmente è deceduto allo sportello 7, hanno organizzato la veglia e probabilmente anche il funerale.
L’ F22 non si presenta (è il Karma, che bello il Karma quando sei a credito!!!).
Il mio rammarico è che, pur vedendo intorno a me l’impegno, le idee, la voglia e la volontà, spesso la concreta realtà si scontra con problemi che fanno passare in cavalleria quanto c’è di buono.
Ma io sono fiducioso. Del resto ho le mie lastre su DVD e, se faccio le analisi del sangue, posso consultarle via internet, no?
Per adesso mi curo la zampa ferita.
E tu, pOrcheggiatore: so chi sei ! Guardati le spalle!
Come Quando Fuori Piove

Se quella di rimanere spiaccicato sotto un server riottoso non appartiene alle 100 esperienze che vorrei fare prima di morire (per la verità occupa il posto 112, e non mi si venga più a dire che l’informatica non è un campo lavorativo pericoloso !) il riposo forzato in convalescenza a cavallo di Aprile e Maggio, con la primavera ormai rigogliosa, fantastiche opportunità per passeggiare, esplorare, fotografare… potrebbe essere una sciagura…
Dico “potrebbe” perchè fuori piove… sempre… solo… Non fa che piovere, e se non piove diluvia, e se non diluvia grandina !
Devo dire che quando hai una zampa rotta e ti svegli con il magone, perchè fuori splende il sole, è proprio un enorme sollievo scoprire che dopo qualche ora il cielo si incupisce e, a suggello delle promesse, prima o dopo si scarica a secchiate.
Ahhhh, il perverso piacere dell’altrui danno…
