Un gatto è un gentiluomo: elegante nell’atteggiamento, dalle maniere squisite e con una passione per i combattimenti corpo a corpo, sfrenate storie d’amore, duelli al chiar di luna e canti di gioia. Il gatto è un nobile che dal suo personale domestico (il padrone umano) si aspetta un servizio inappuntabile. Il gatto conosce una gamma di invettive che farebbe impallidire un manovale. — Pam Brown

Categorie
Archivi

Archivi per la categoria ‘Vita Vissuta’

Ipse Dixit (ho letto i test dell’Università Sapienza)

Il Lupo - 90px

Come ricercatore sono attento alle innovazioni.
Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno. Ma c’è una grande invenzione! Un deododante da —  che si attiva e si riattiva, così è più efficace.
E’ il nuovo — —. Un deodorante innovativo. I test de La Sapienza lo dimostrano.

Una volta, quando eravamo tutti ignoranti, andava di moda un motto: “Lo Ha Detto La Televisione”.

Era la versione moderna dell’Ipse Dixit aristotelico, la frase che doveva zittire ogni commento, fugare ogni dubbio, dipanare ogni perplessità. “Lo ha detto la televisione”, quindi è giusto, vero, santo, infallibile come il Pontefice.
Questo valeva nella Prima Repubblica, probabilmente si è rafforzato durante la Seconda, ma ha cominciato a traballare nella Terza. Durante la Terza Repubblica, infatti, colui che dixit si chiama Giantrippo o Michaela (leggi: Mika-ela), probabilmente non ha neppure un cognome (e comunque nessuno lo conosce), e frequenta Grandi cugini, Atolli, Lagune, Accademie-delle-prossime-grandi-promesse-del-CantoBallo, and so on.
Giantrillo o Micascema sono, semplificando in estrema sintesi, delle Bestie Immonde (© Paolo Sinigaglia), che nemmeno satanasso in persona accetterebbe di portarsi all’inferno.
Ok, accetto che probabilmente tirano su milioni di spettatori (particolare non trascurabile, mi suggeriscono), cosa che rende molto felici i tycoon della macchina pubblicitaria,  però apparirebbe chiaro anche ad un lucertola perlinata del Guatemala che Gianigigio e Mircolena non potrebbero mai fare da testimonial a quel particolare tipo di prodotto, che appartiene alla categoria dei “Super Prodotti Utilissimi e Troppo Innovativi”. Insomma. Finchè c’è da mostrare porzioni anatomiche a mo’ di manzi ,vanno benissimo, ma per gli SPUTI occorrono testimonial assolutamente di prim’ordine.

Così, quatti quatti, lippi lippi,  sprofondiamo nelle tristissime acque del testimonialone universitario.
Ora, io voglio benissimo alle Università (anche se la “mia” mi pappa 1700 euri annui di sola retta, ‘tacci sua), so che navigano in pesserrime (superlativo assoluto di pessimo) acque, so che venderebbero l’anima ad Azathoth (e molte lo hanno fatto) per poter raggranellare qualche soldino per la ricerca… ma che sofferenza quando finiscono vittime della macchinona pubblicitaria in un modo così mortificante.ascellatest

Ho letto i test dell’Università Sapienza, che attestano che i deodoranti possono perdere di efficacia durante il giorno.

Oh, santissimo quanlunque santo Dio! Ma sono un milione di anni che le cose vanno così! Qualunque boscimano si sia passato una foglia di menta sotto un’ascella avrà capito che, prima o poi, o lavi l’ascella o cambi la foglia!!!
Ma che diamine! Perchè, a questo punto, io, studente della Sapienza, mi domando: “ma sti cavolo di 1500-2000 e rotti euro all’anno che pago, per che cosa li spendono? Per stabilire che l’effetto del deodorante prima o poi scompare?” Ma occorre un professore-ricercatore che legge (che scelta di verbo infelice) una ricerca universitaria per capire che l’effetto del deodorante potrebbe perdere di efficacia? Potrebbe? A questo punto esigo che, come sui pacchetti di sigarette, sia scritto a caratteri enormi “Attenzione, profuma le ascelle ma potrebbe perdere di efficacia quando meno te lo aspetti“. Perchè altrimenti mi incavolo mica poco!  Ma come, sono al cinema con quel gran pezzo dell’Ubalda, la cingo con il braccio ed il deodorante cosa fa? Cessa a tradimento??? Ma io non lo avrei mai immaginato! Meno male che c’è la ricerca universitaria a salvarmi dalle pessime figure!!!

E meno male che c’è il Professore di turno che …

Come ricercatore sono attento alle innovazioni.

Io, che ricercatore non sono, e che le innovazioni le apprendo solo quando qualcuno legge per me i test de La Sapienza, vado ancora avanti con la stessa foglia di basilico (sono ligure, al limite uso l’eucalipto, ma è un po’ rigida) dal ‘94.
Spero, almeno, che l’Ateneo coinvolto abbia guadagnato un bel po’ di soldini, e che li abbia spesi per finanziare qualche cosa di più… … di più… … di più!

Non pOrcheggiare! Usa il Punto Giallo!

Il Lupo - 90pxPuò accadere che tu debba andare a fare una visita ortopedica di controllo nella stessa struttura ospedaliera dove, esattamente due settimane prima, sei andato a farti diagnosticare la rottura di una zampa.

cslastreVabbè, si fa… del resto hai già l’impegnativa “urgente” (perchè la zampa fa dannatamente male, e sì che non è ne’ la prima ne’ l’ultima delle rotture che ti farai), hanno già pronte le tue lastre (Wow ! Su DVD !!! Sono indeciso se metterle su Flickr o su Deviant Art…), insomma, basta trovare il coraggio e stringere i denti (perchè ti tocca guidare e, per economizzare sul piede ad uso-frizione, fai tutto il viaggio in autostrada pensando che sarà difficile restare in sesta quando arriverai in città) e vai a farti fare questa visita.

Naturalemente, prima di affrontare code, file, ticket e quant’altro, ti spetta la passerella obbligatoria nel parcheggio dell’ospedale: un luogo dove SAI che non troverai mai posto, ma ci provi lo stesso perchè, del resto, è il parcheggio dell’ospedale, e non si sa mai, come se ogni volta che ci sbatti il muso qualche spirito benevolo aggiungesse quei quaranta o cinquanta posti-auto per il prossimo tentativo… insomma, con una smorfia ingrani la seconda, metti il servo-servo-servo sterzo (quella cosa con cui fai dei meravigliosi parcheggi con due dita, ma ti ci ammazzi se te la dimentichi attivata mentre percorri i tornanti del Col di Tenda) e cominci a sfilare tra le corsie in una lunga teoria multicolore di illusi, come te.

Passi il villaggio dei pirati, L’antico Egitto, le rovine maja, poi ti risvegli da questa droga e te ne vai a cercare posto nel lungo vialone alberato antistante (wow, che parolona, ma sono un burocrate, mi viene spontanea) l’ospedale.

E qui vedi una cosa che ti rende… come dire… perplesso…

snc00126a

Questo è non un parcheggio. Questo è un pOrcheggio.
Se dava fuoco alla macchina riusciva ad occupare anche più di tre posti… non ci ha pensato!

Che dire… intanto maledici il fatto che non ti porti mai dietro carta e penna quando serve… ma cosa potresti scrivere di così chiaro che una tal mente possa comprendere?

Poi scendi dall’auto, e scopri che Dio esiste, nella forma di un immenso chiodo da guerra, di quelli che potresti estrarre dal fasciame del galeone del Pirata Rosso, che ti guarda dall’asfalto dicendoti:  “eccomi qua!”
Ora, ti domandi, a cosa serve carta e penna quando puoi scrivere tutta la tua indignazione direttamente sul cofano? E’ proprio vero che, a volte, essere un governativo (FBI ! Don’t move! Freeze!) ed avere una mentalità ed un’educazione prettamente istituzionale è un dannato fardello (non come portare l’Unico Anello, ma ci siamo vicini).
Ok, lasci perdere i tuoi buoni, legittimi ed umanissimi intenti di sostituirti alla Giustizia Divina (che è una gran bella cosa, ma non dà le stesse soddisfazioni del chiodone) e torni sui tuoi sani propositi sanitari.

La trafila ospedaliera va alla Grande! Grande coda.  Grande attesa.snc00127a

Personalmente non sono un grande frequentatore di ospedali, normalmente preferisco le visite private.
Tuttavia, per quella che è la mia esperienza, quello che detesto delle strutture ospedaliere sono le incredibili dicotomie che sanno manifestare ! Sono luoghi dove possono convivere vette d’eccellenza e becere manifestazioni di ferina disumanità. Oggi è andata bene, tutto sommato,  e sopratutto ho avuto a che fare con gente che parlava, che rispondeva, e che era presente… e non è poco!

L’unica scocciatura assassina sono le attese, che da buon informatico (lo ammetto, è una tara professionale) mi appaiono insopportabili, insostenibili, inaccettabili!
Beh, dopo aver fatto il mio giretto obbligatorio per una mezza dozzina di sportelli vengo inviato all’immancabile pagamento del ticket… Prendo il mio numerino (il 177, ed al banco affettati servono il numero 83) quando una simpatica giovine festosa, addetta al “distributore di attese”, mi dice (allungando gli occhi sulla mia prescrizione) “ma lei ha l’urgenza!”.  Mi scippa il mio 177 e mi affibbia il F23 che, se non altro in forza di quel “23″, appare molto più rassicurante…

snc00129a

L’ F21 impiega 22 minuti per essere “evaso”.  Mi tolgo l’orologio e lo metto via.  La coda ordinaria è a 120, circa… se F21 era urgente probabilmente è deceduto allo sportello 7, hanno organizzato la veglia e probabilmente anche il funerale.
L’ F22 non si presenta (è il Karma, che bello il Karma quando sei a credito!!!).

Il mio rammarico è che, pur vedendo intorno a me l’impegno, le idee, la voglia e la volontà, spesso la concreta realtà si scontra con problemi che fanno passare in cavalleria quanto c’è di buono.

Ma io sono fiducioso. Del resto ho le mie lastre su DVD e, se faccio le analisi del sangue, posso consultarle via internet, no?

Per adesso mi curo la zampa ferita.

E tu, pOrcheggiatore: so chi sei ! Guardati le spalle!

Come Quando Fuori Piove

Il Lupo - 90px20090505rsSe quella di rimanere spiaccicato sotto un server riottoso non appartiene alle 100 esperienze che  vorrei fare prima di morire (per la verità occupa il posto 112, e  non mi si venga più a dire che l’informatica non è un campo lavorativo pericoloso !) il riposo forzato in convalescenza a cavallo di Aprile e Maggio, con la primavera ormai rigogliosa, fantastiche opportunità per passeggiare, esplorare, fotografare… potrebbe essere una sciagura…

Dico “potrebbe” perchè fuori piove… sempre… solo… Non fa che piovere, e se non piove diluvia, e se non diluvia grandina !

Devo dire che quando hai una zampa rotta e ti svegli con il magone, perchè fuori splende il sole, è proprio un enorme sollievo scoprire che dopo qualche ora il cielo si incupisce e, a suggello delle promesse, prima o dopo si scarica a secchiate.
Ahhhh, il perverso piacere dell’altrui danno…