I gatti, come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell’antico Egitto, erano adorati come dei. — Pelham Grenville Woodenhause

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Ground Zero II : datemi una città e la nuclearizzerò

GroundZeroII01Stefano Costa - Il LupoStavo girovagando sul Web quando, per qualche oscuro motivo (immagino ci fossero dei cupi pensieri dietro) sono finito su un allegrissimo sito che offre a grandi e piccini (venghino, venghino siori) la possibilità di nuclearizzare la propria città preferità.

Prima che qualche amico della Homeland Security si faccia qualche strana idea, preciso subito che il sito in questione è della CarlosLABS, che ha sede nel NSW, Australia. Questi simpatici signori hanno sviluppato un allegro softwarino che, appoggiandosi a Google Maps, vi proietta sopra gli effetti di un’esplosione nucleare (con tanto di scelta circa tipologia e potenza della bomba utilizzata) offrendoci una panoramica modellizzata dell’area di influenza degli effetti (termici, di pressione, di fallout ecc.). Il gicoso applicativo si chiama Ground Zero II

Per fare subito un esperimento ho provveduto a radere al suolo il mio ufficio (vedi figura), con un arma nucleare tattica da demolizione in uso all’esercito russo.

La gamma di informazioni offerte è vastissima. Innanzi tutto ci consente di distinguere, con quattro diversi colori, la tipologia di danno termico da ustione nell’area colpita, partendo dal Ground Zero (caratterizzato dal colore più scuro: massimo della distruzione) passando, attraverso l’utilizzo di dischi concentroci con colori digratanti,  a rappresentare le ustioni di 3°, 2° e 1° grado. Nell’immagine a lato ho provveduto a nuclearizzare i miei genitori, con un ordigno da 340 kilotons.

Ground Zero II - Effetti FisiciUna seconda rappresentazione grafica è quella degli effetti fisici dell’esplosione, anche in questo caso suddivisi in quattro categorie espresse in psi (Pounds per square inch).

20 psi: vengono spazzate via anche le strutture fortificate ed i bunker.
10 psi: crollano anche i palazzi antisismici
5 psi: crollano gli edifici non rinforzati
1 psi: pioggia di detriti

Nell’immagine a lato ho provveduto a nuclearizare il bunker antiatomico dei miei.

La terza ghiotta informazione che è possibile estrapolare è la propagazione del fallout, con la possibilità di specificare anche la direzione del vento. Così mi sono domandato cosa succederebbe se una delle bombe atomiche Tsar da 60 megatoni che tengo in cantina dovesse mai saltare in aria… Beh, questi sono gli effetti, che come si vede convolgono pure il piacentino…

Ground Zero II - Fallout

Le solite quattro zone ci indicano:

<800 REM : 100% di morti entro 24 ore
500-800 REM : danni massicci alla struttura ossea, coma, 50-70% di morti
200-500 REM : emoraggie, vomito, perdita dei capelli, 10-30% di morti
>200 REM: vomito, nausea, estrema esposizione al cancro

In ultima analisi è possibile, volendo, fare persino gli sbooooooroni, e se proprio 60 megatoni ci fanno schifo, possiamo simulare il ripetersi di un evento di proporzioni cosmiche, come quello, cita il sito della CarlosLABS, che ha portato all’estinzione dei dinosauri.

Così, immaginazione per immaginazione, ho ritenuto che potesse essere verosimilmente equiparato all’Ira Divina, che ho giustamente ed etnocentricamente collocato sul Vaticano… ovviamente ho dovuto zoomare parecchio…

Ground Zero II - Evento Cosmico


Al via il secondo corso ONAS patavino

Stefano Costa - Il LupoFinalmente ai nastri di partenza il primo corso di secondo livello organizzato dalla sede patavina dell’ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Salumi) . Il 27 ottobre ci incontreremo nuovamente presso i locali che il dott. Salvan ci mette a disposizione presso l’omonima  Azienda Agricola Salvan, a Due Carrare (PD), dinnanzi allo stupendo Castello del Catajo.

logoUn intenso programma, completamente dedicato ai prodotti di salumeria crudi, ci accompagnerà fino al mese di dicembre, quando affronteremo gli esami per l’abilitazione all’accesso al terzo livello (poltrona in pelle umana e tripla piana di ficus…)

Quella del primo corso è stata una gran bella esperienza, e sono sicuro che anche in questa occasione riusciremo a replicare.

VLC e VLC Portable.

Stefano Costa - Il LupoDa anni ho adottato il famosissimo VLC, anche conosciuto come Videolan, originariamente sviluppato dall’École Centrale Paris e gestito da un’autonoma organizzazione non profit a partire da quest’anno. Si tratta di un media player Open Source estremamente leggero e funzionale, in grado di aprire praticamente qualsiasi formato.Ogni volta che posso lo consiglio a chiunque mi capiti a tiro: continui aggiornamenti e un ottimo team di sviluppo per un prodotto dall’aspetto un po’ spartano ma estremamente versatile (basta guardare le funzioni un po’ più evulute per farsi un’idea delle potenzialità di questo software). Qui è possibile trovare l’ultima versione completaVideoLAN

Il programmozzo, già leggerissimo di per se, è stato proposto anche in una versione Portable / Stand Alone, per chi proprio non può fare a meno che piazzarlo su un pen-drive.

GIMP e GIMP Portable, per chi Photoshop non se lo può permettere.

Stefano Costa - Il LupoFacciamo una premessa: Photoshop è fantastico, strepitoso, sublime. Io bazzico molto su deviantART ed ho visto opere di photo manipulation che mi hanno lasciato basito, ma che dico, annichilito, schiacciato “..sotto i tuoi piedi senza neanche chiederti di stare fermo.Puoi muoverti.” (e vai di citazione). Però Photoshop è caro, carisissimo,  è molto “pesante” ed è fondamentalmente complesso, posto che per utilizzare un programma si usa leggere il manuale (avete mai visto un manuale di PS?).

La situazione standard è la seguente: GIMPPhotoshop non ti serve, non te lo puoi permettere, non lo sai usare,  non vuoi imparare, installi una versione crakkata, applichi ad una foto ventotto filtri di cui non capisci neppure il nome inglese nè, men che mai, una solo delle 104 opzioni previste per ciascuno, fai il figo con gli amici sostenendo che hai installato l’ultima suite CS 27 full-enterprise-supreme e al primo aggiornamento automatico non ti parte più il PC, alla fine formatti l’Hard Disk sostenendo che Photoshop non ti piace e che è meglio il Paint. Detto questo veniamo alle soluzioni: posto che il 95% degli utilizzatori sfrutta al massimo il 5% di un programma, si potrebbe anche pensare di utilizzare un ottimo software di manipolazione grafica senza necessariamente puntare al top.

In questo caso vorrei suggerire GIMP (GNU Image Manipulation Program), un software grafico che fa dannatamente bene il suo lavoro, è free e ci da molto di più di quello che ci serve.

Come tutti i programmi Open Source like seri  ha un suo ottimo sito internazionale di supporto ma anche un sito di supporto italiano per chi proprio non può fare a meno della nostra povera lingua morente, anzi agonizzante. Anche in questo caso, come spessissimo accade per gli Open Source, il sito che ospita i file per il download è il buon SourceForge .

Anche per GIMP la buona PortableApps.com ha sviluppato una versione stand-alone portatile che si chiama GIMP Portable, e che al momento di scrivere questo post è alla versione 2.6.7. rev 3. per scaricare la versione Portable di GIMP utilizzate questo link.

La possibilità di poter utilizzare una versione Portable di GIMP ci consente di usufruire del programma senza pasticciare sulla configurazione del nostro PC, senza installare file o librerie e senza massacrare i file di registro, pratica che, come ogni peccato, prima o poi si paga!

Corrieri foresti, camorristi nani girovaghi e un piccolo genio in bicicletta.

Stefano Costa - Il LupoPremessa lampo: Elisa aspetta un pacco, chiama il corriere che le dice che passerà lunedì mattina in un momento in cui, però, non saremo a casa. “I miei abitano poco distante (stessa via, stesso cognome sul citofono), è possibile consegnare a loro il pacco?” “Certo, signora, lasci sulla cassetta delle lettere un foglietto, sul quale indica al corriere dove recapitare il pacco”.

Messaggio e contromessaggioBello. Saggio. Detto. Fatto.

Nel pomeriggio rientro a casa, Elisa è ancora fuori, trovo la cassetta delle lettere istoriata e mi viene  da sorridere… chiamo i genitori di Elisa e scopro che il corriere non è mai passato da loro. Per forza, è venuto da noi, non ha trovato nessuno e se ne è andato.

Ora, non mi pare che il messaggio fosse poco chiaro. Ho pensato una serie di possibili scenari: il corriere è un foresto, viene dalle terre di Cimmeria e parla l’orchesco, l’abissale e un poco di sottocomune. Si ferma solo dove il navigatore (si chiama Zio TomTom, è senegalese e parla a colpi di frusta) gli intima “qui!” e consegna il plico: chi c’è, c’è. Oppure il corriere non esiste, è un bambino che gira in bicicletta senza alcun pacco, applicando solo foglietti di mancata consegna (“tanto poi vengono a prenderselo”). In alternativa… mmmm… presumo che possa aver immaginato che un’organizzazione di camorristi girovaghi nani e giocolieri sfrutti una postazione mobile cui reindirizza, con artifici e raggiri, la consegna dei pacchi. Dopo il ritiro del plico la villetta fuffa viene sgonfiata e riposizionata altrove.

Ok, giusto il tempo di placare l’entusiasmo della fauna domestica per il rientro a casa di papà e telefono al corriere. La chiusura della storia è in perfetta sintonia con le premesse.

<io>“Buona sera. La chiamo per una consegna che doveva essere effettuata questa mattina. Siccome non eravamo a casa ci avete detto di mettere un foglietto sulla cassetta delle lettere dove indicavamo un recapito alternativo. Per la precisione quello dei genitori del destinatario che abitano poco più avanti. Il corriere è passato, ha lasciato il foglietto di mancata consegna e se ne è andato!
<voce scocciata> “E vabbè, ma se voi non dite dove deve andare, come fa?”.
<io>”Grazie, vengo a ritirarlo io alla vostra sede” (che dista solo 35 chilometri).

Il bambino in bicicletta ha vinto ancora.

OpenOffice.org e OpenOffice.org Portable – più open di così…

Stefano Costa - Il Lupo Ho avuto con OpenOffice.org (lasciatemi omettere il .org, please!) un approccio cauto. Cauto perchè si propone come diretto sostituto di Office, che è talmente famoso, importante e consolidato da non dover neppure specificare la software house che lo produce (ok, è  la MicroSoft, e lo dico altrimenti mi mandano i killer a casa per aver nominato il nome di Office invano, o almeno non aver riportato il ™). Insomma, un romano direbbe  Aho! nun t’allargà !

Oggi OpenOffice è per me un must, l’ultimo Vaio NetBook che ho aquistato monta solo OpenOffice, a casa abbiamo anche OpenOffice (su quasi tutti i PC), e in ufficio… beh, in ufficio ho solo Office perchè la “mia” Amministrazione e la Microsoft vogliono stare vicini-vicini. Il colpo di grazia, lo dico ai ragazzi di Redmont, è stato il buon Office 2007 che mi ha scombussolato ben bene le carte in tavola! Insomma, quando passi il tuo tempo destinato all’aggiornamento, istruzione, ricerca e sviluppo dedicandoti a ciò che è nuovo, non sei molto felice di dover buttare via ore per riprendere in mano un software che utilizzi pressocchè immutato da 10 anni, mettendo in discussione non le funzioni (lo avrei anche accettato), ma le azioni automatiche che svolgi per ottenerle (clicco qui, faccio là, premo questa sequenza di tasti ecc.).

Tornando ad OpenOffice, la migliore descrizione della suite la dà il sito italiano (le enfasi colorate sono mie):open_office

OpenOffice.org è una suite per ufficio completa, rilasciata con una licenza libera e Open Source che ne consente la distribuzione gratuita. Legge e scrive file nei formati utilizzati dai prodotti più diffusi sul mercato e, a garanzia della futura accessibilità dei dati, nel formato OpenDocument, standard ISO. Consente inoltre l’esportazione in formato PDF.  OpenOffice.org è liberamente, gratuitamente e legalmente utilizzabile in ogni contesto, pubblico, privato, professionale e aziendale.

L’esportabilità in formato PDF è una caratteristica non da poco, ed una vasta (non totale, ma se non si elaborano documenti particolarmente articolati non si nota la differenza) compatibilità con i documenti prodotti dalla suite della Microsoft rendono il prodotto molto interessante. Qui ci sono i link per il Sito OpenOffice.org Italiano e per il Sito OpenOffice.org Internazionale.

Ma la chiccona arriva adesso. Trattandosi di un software Open Source la PortableApps.com ha resto disponibile una versione stand-alone della suite, che si chiama appunto OpenOffice.org Portable e che è possibile scaricare da questo link. Questa versione (ovviamente free ecc.) è stata sviluppata per poter essere ospitata direttamente su un pen drive o su un altro supporto, anche piccolo, magari rimovibile, senza necessitare di una vera e propria installazione con file sparpagliati qua e là, librerie disseminate come funghi e registri riscritti in ogni voce.

Allo stato attuale la versione di OpenOffice.Org Portable è la 3.1. Occhio che il sito propone direttamente il download per la versione inglese! Questo è il link diretto per la localizzazione 3.1 italiana presente su Sourge Force, altrimenti basta tenere d’occhio questa pagina delle localizzazioni per l’ultima versione disponibile.

Ode alla portatilità (che suona meglio di stand-alonità)

Stefano Costa - Il LupoQuando Elisa ed io abbiamo messo su questo sito, a cui non riusciamo a dedicare il tempo che vorremmo (soprattutto io), avevamo pensato a farne anche uno strumento, un media,  con cui poter comunicare qualcosa di più che semplici impressioni ai nostri contatti/colleghi/amici/parenti.

Personalmente, tra le tante idee, avevo pensato di costruire un’interfaccia che mi consentisse di comunicare con gli amici colleghi, e ancor più con i colleghi amici, in modo meno formale, cercando di affrontare dietro le quinte alcune delle problematiche quotidiane.

Siccome moltissimi amici non sono degli informatici, nè tantomeno dei navigatori (termine che peraltro odio da quando è stato coniato) ma, al massimo, dei naufraghi, mi si vorrà perdonare l’uso massiccio di un linguaggio terra-terra (che i fighi chiamano user friendly).  Lo scopo è risolvere dei problemi pratici, e non far vedere che abbiamo studiato…

Un problema che mi viene spesso rappresentato è l’impossibilità di raggiungere uno scopo, che potrebbe essere facilmente ottenuto mediante l’utilizzo di un determinato software, poichè lo stesso pone il requisito dell’installazione su un computer che richiede privilegi da amministratore per consentire l’operazione. Questo vincolo si presenta quasi sempre su PC in uso alle amministrazioni pubbliche ma anche su un numero insaspettatamente alto di PC  aziendali:

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Miao, i mici di Simon Tofield (Simon’s Cat) – ora su carta!!!

LuceQualche tempo fa vi avevo raccontatato di Simon Tofield e delle sue strepitose storie che hanno noi per protagonisti. Brevissimi video rilasciati gratuitamente su YouTube, ma tanto, tanto divertenti.

Oggi i protagonisti delle storie di Simon diventano un libro, che dovrebbe essere pubblicato a breve (qualche tempo fa mi dicevano ad Ottobre, ieri mi hanno detto il 4 Novembre) per la Tea Due.

Simon's Cat - The BookLa pubblicazione è stata preceduta da un contest, nel quale i lettori erano invitati ad inviare una foto di una situazione che avesse per protagonista il famoso micio di Simon, nella sua più famosa espressione.

E l’albo dei vincitori è veramente esilarante!

Intanto il buon Simon ha rilasciato questo brevissimo corto, che si ispira ad una delle strisce presenti nel libro

Immagine anteprima YouTube